di CARLO MIGNOLLI
Un libro davanti al mare, il profumo delle pesche appena sistemate dal fruttivendolo, il chiacchiericcio di chi si saluta per nome, il rumore lento della città che si sveglia. Tommaso Biasci, bomber del Catanzaro, ha iniziato così molte delle sue mattine negli ultimi quattro anni: due chiacchiere, un sorriso, la spesa in mano e poi verso l’allenamento. Una vita semplice, una vita vera. La vita di chi si è lasciato adottare da una città che vive di calcio, di mare e di legami con la gente. La stessa gente che ora lo saluta con gli occhi lucidi, perché dopo quattro anni indimenticabili, “Tommy” lascia il Catanzaro per vestire la maglia dell’Avellino: una nuova avventura, un nuovo capitolo, ma con il cuore che resta qui.
Un amore nato piano, cresciuto in fretta
Gennaio 2022. Biasci era al Padova, ma sentiva che serviva un cambiamento. Catanzaro era lì, un’idea che cresceva piano. Poi l’incontro con Vivarini, la sensazione di un progetto ambizioso, l’arrivo di uomini affamati come Iemmello e Sounas. All’inizio non tutto filò liscio: uno 0-0 col Palermo, la contestazione dei tifosi, il dubbio di aver sbagliato. Ma dal turno successivo il vento cambiò e non smise più di soffiare a favore.
La coppia più prolifica della storia
Con Pietro Iemmello, Biasci ha formato un tandem d’attacco entrato nella leggenda del club. Due attaccanti diversi, ma complementari, che insieme hanno segnato come mai nessuno prima. Una coppia capace di far sognare e di riportare il Catanzaro dove mancava da troppo: in Serie B dopo una cavalcata epica, scandita da grandi partite. Come quel 4-1 proprio contro l’Avellino, partendo da uno svantaggio. Come il derby in casa col Crotone, quando gli avversari si arresero ancor prima di cominciare. Come quella giornata magica a Salerno, in cui l’aritmetica sancì il ritorno tra i cadetti e la città intera esplose in festa.
Ballare sotto la pioggia
Tommy è stato innanzitutto un uomo che metteva il cuore oltre ogni ostacolo. C’è una foto che resta scolpita nella memoria dei tifosi: un gol sotto il diluvio nella gloriosa stagione della promozione in Serie B, la maglia pesante d’acqua, il sorriso di chi sa di essere parte di qualcosa di più grande. Sotto la pioggia, con i compagni, danzava. E con lui danzava un’intera città.
Fuori dal campo, Biasci ha scelto la “vita lenta” di Soverato: passeggiate sul lungomare e libri aperti davanti al mare d’inverno. Non un’esistenza da star, ma da uomo tra la sua gente. Quella calma lo ricaricava, gli dava la forza per giocare a 180 all’ora la domenica.
Lui stesso raccontava in un’intervista rilasciata a Gianluca Di Marzio: “Negli altri posti dove ho giocato la vita era frenetica. Qui sono nel mio habitat naturale. Passeggiate, natura, mare. Anche fare la spesa è un momento di incontro”.
Il sogno della Serie B
Dopo dieci anni di carriera, la Serie B non era un traguardo scontato. Tommy l’ha conquistata e difesa da assoluto protagonista. 11 gol alla sua prima stagione tra i cadetti, decisivo nei derby col Cosenza, nelle sfide emozionanti come la prima in casa al Ceravolo contro uno Spezia che scendeva dalla Serie A e nella vittoria di Palermo: momenti che resteranno incisi nella sua storia personale.
L’addio
E ora, il momento dell’addio. Non per mancanza di amore, ma perché i percorsi a volte si dividono. Forse gli stimoli non erano più quelli delle prime stagioni, forse era giusto cercare nuove sfide. All’Avellino ritroverà un altro eroe giallorosso, Dimitrios Sounas. Due uomini che hanno lasciato un segno profondo nella storia recente del Catanzaro.
Una città nel cuore
Biasci ha dato più di quanto chiunque potesse chiedergli: migliorando, sacrificandosi, segnando tanto. Ha amato questa terra e questa gente, e questa gente lo ha amato. Per questo, anche se vestirà un’altra maglia, Catanzaro resterà sempre casa sua.
Perché certe storie non finiscono: restano nei ricordi, nei gol, nei legami instaurati con la gente della città, nelle mattine al fruttivendolo, nei pomeriggi al mare. Buona fortuna, Tommy.
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