FSE. Sarah Yacoubi: "Il Garante della Privacy ha precisato che non c'è nessuna scadenza per l'opposizione sull'inserimento dei dati"

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La tutela dei dati e il fascicolo sanitario elettronico

  11 gennaio 2021 20:53

di SARAH YACOUBI*
 
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è uno degli strumenti per contrastare la pandemia. Perché? Per tanti motivi: Non devi recarti, necessariamente, dal medico di base per la prescrizione diagnostica o specialistica: una volta emessa la ricetta elettronica, è presente, automaticamente, sul fascicolo sanitario elettronico. In diverse regioni: il risultato dei tamponi Covid effettuati in farmacia è disponibile dopo circa 15 minuti sul FSE esempio (l'Emilia Romagna).
 
I vantaggi del FSE  disponibile in quasi tutte le regione tranne 2, ma attivato solo da 28 milioni di cittadini :
-avere un unico punto di accesso in sicurezza alla tua storia clinica.
-poter consultare il tuo fascicolo ovunque ti trovi far arrivare velocemente al tuo medico curante le informazioni che ti riguardano
-essere seguito con maggiore continuità
-evitare esami ripetuti o non necessari.
A tal proposito è giunta oggi la precisazione del Garante privacy riguardo ad una presunta scadenza dell’11 gennaio 2021.
 
Proprio oggi, 11 gennaio, giorno per manifestare l’eventuale opposizione all’inserimento dei propri dati personali nel FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico), il Garante della Privacy precisa ufficialmente che non vi è alcuna scadenza per l’inserimento dei dati. 
 
L’Authority interviene a seguito dei rumors riguardo ad una presunta deadline dell’11 gennaio 2021 per manifestare l’eventuale opposizione all’inserimento delle info sul Fascicolo sanitario elettronico: “Notizie prive di fondamento normativo”
 
 In relazione alle notizie diffuse nei giorni scorsi, riguardo ad una presunta scadenza dell’11 gennaio 2021 per manifestare l’eventuale opposizione all’inserimento dei propri dati personali nel Fascicolo sanitario elettronico (FSE),il Garante per la protezione dei dati personali precisa che tale scadenza non esiste ed è priva di qualsiasi fondamento normativo.
 
La notizia era circolata in Rete a seguito dell’iniziativa presa dalla Regione Liguria che aveva erroneamente indicato nell’11 gennaio 2021 il termine entro il quale i cittadini liguri avrebbero dovuto comunicare la loro eventuale opposizione all’inserimento nel FSE dei dati relativi alle prestazioni sanitarie fruite, in ambito pubblico o privato, prima del maggio 2020. Da qui la confusione ingenerata.
 
La delicatezza della materia, considerati i dati sensibili (Dati relativi alla Salute) coinvolti, merita di essere prontamente chiarita da questa Autorità.
 
1) La normativa di recente introdotta (art. 11 decreto legge “Rilancio”) prevede che, a decorrere dal maggio 2020, a prescindere da qualsivoglia manifestazione di consenso dei cittadini, i dati di tutte le prestazioni sanitarie fruite vadano a confluire automaticamente nel Fascicolo sanitario elettronico. Ovviamente, limitatamente alle Regioni che hanno già attivato il FSE. Al riguardo, peraltro, sempre in relazione alle notizie circolate nei giorni scorsi, il Garante precisa che comunque, anche a seguito di tale alimentazione automatica del FSE, i dati sanitari dei cittadini non saranno accessibili al personale sanitario in assenza di uno specifico consenso del singolo cittadino.
 
2) Con riguardo, invece, all’alimentazione del Fascicolo con tutti i dati delle prestazioni sanitarie effettuate in epoca antecedente al maggio 2020, il Garante, con nota del 15 dicembre 2020, ha precisato al Ministero della Salute che l’ingresso nel Fascicolo sanitario elettronico sarebbe stato possibile solo a tre condizioni:
 
a) avere proceduto a un’idonea campagna nazionale di informazione;
 
b) avere puntualmente informato i cittadini delle Regioni interessate sulle novità relative all’alimentazione del Fascicolo;
 
c) avere riconosciuto a questi ultimi, dal momento in cui sono stati informati, un termine non inferiore a 30 giorni per manifestare la propria eventuale opposizione.
 
Allo stato, dunque, alla luce di quanto precede, non essendosi verificata nessuna di queste condizioni, l’invio di comunicazioni alle singole amministrazioni regionali o al Garante, con le quali si rappresenta l’opposizione al citato popolamento, non risulta necessaria.
 
*privacy consultant,DPO

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