Muore all'Annunziata e la famiglia lo scopre dopo due giorni, Corbelli: "Cancellare la disumanità"

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  23 febbraio 2021 20:25

“L’anziana morta, dimenticata, per due giorni, in obitorio, all’Annunziata di Cosenza! Cancellare la disumanità! Riaprire subito (nel rispetto delle norme antivirus) le porte degli ospedali ai parenti dei malati (non covid), come eravamo riusciti a ottenere l’estate scorsa, per un’ora al giorno, tre volte la settimana”, è quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che riprende, anche sulla pagina Fb di Diritti Civili, “la battaglia per cancellare questa disumanità”.

“Quanto accaduto all’ospedale di Cosenza, dopo la morte di una donna, comunicata, solo dopo due giorni, ai familiari che avevano invano chiesto notizie (e che ignoravano il decesso e il fatto che la loro congiunta era da 48 ore in una cella frigorifera dell’obitorio!), e le mancate informazioni ai parenti di un altro degente ultraottantenne (di cui non si riusciva a sapere nulla dopo il suo ricovero), sono episodi di inaudita gravità, che calpestano i diritti più elementari, la stessa dignità umana, non sono degni di un Paese civile e che vanno ben al di là di ogni possibile giustificazione per le misure anti covid per l’accesso nei nosocomi (tra l’altro sempre rigorosamente rispettate, dichiara Corbelli. Adesso basta! Non si può continuare a chiudere gli occhi e far finta di nulla di fronte a questa vera disumanità, il dramma vero e, purtroppo, silenzioso, che, per colpa, del Covid, si sta di nuovo verificando, negli ospedali (e in altre strutture sanitarie), dove ai malati, delle diverse patologie (non dovute all’epidemia), viene di fatto impedito di poter incontrare un familiare (anche uno soltanto!) e alcuni di loro, come è accaduto, negli ultimi giorni, non solo muoiono da soli ma vengono addirittura tenuti per due giorni nell’obitorio senza informare i parenti  o, come in un altro caso, non vengono fornite informazioni ai familiari sul loro congiunto ricoverato! Si sta purtroppo di nuovo ripetendo la crudeltà che avevamo questa estate denunciato, raccogliendo le dignitose denunce dei familiari di tre diverse donne che erano decedute in ospedale senza aver accanto un loro congiunto! Dopo la battaglia di Diritti Civili questa disumanità era stata cancellata con l’importante conquista civile che ha permesso per mesi ai parenti dei malati di poterli incontrare per un’ora al giorno per tre volte la settimana. Chiediamo che si ritorni immediatamente a  questa situazione e, nel rispetto sempre delle regole anticovid, si consenta ai familiari di poter visitare i loro congiunti ricoverati e si forniscano anche naturalmente e tempestivamente le informazioni richieste per tutti i degenti”

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