Orlandino Greco: "Il Piano stralcio di Bacino per i rischi da alluvioni blocca la Calabria: ritiratelo"

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images Orlandino Greco: "Il Piano stralcio di Bacino per i rischi da alluvioni blocca la Calabria: ritiratelo"
Orlandino Greco (Idm)
  29 agosto 2025 10:54

"Il 31 luglio 2025 l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale ha pubblicato le nuove Norme di Attuazione e Misure di Salvaguardia relative al Progetto di Piano Stralcio di Bacino per la gestione del rischio da alluvioni – Calabria/Lao (PSdGDAM-RisAl-Cal/L)", si legge in una nota di Orlandino Greco.

"Senza entrare nei dettagli tecnici, - prosegue - il Piano introduce tre livelli di pericolosità – definiti attraverso modellazioni idrauliche bidimensionali – e quattro livelli di rischio, ottenuti incrociando la pericolosità con il danno potenziale. A seconda delle diverse combinazioni, viene stabilito se sia possibile realizzare nuove costruzioni, manutenzioni, abbattimenti o ricostruzioni. Nella quasi totalità delle aree mappate sono vietate nuove edificazioni o ricostruzioni. Solo in pochi casi si consentono abbattimenti e ricostruzioni a volume invariato, oppure manutenzioni ordinarie e straordinarie. Ancora più rare le aree dove è ammessa la nuova edificazione, comunque senza piani interrati. Italia del Meridione ritiene che, così com’è concepito, il Piano possa frenare lo sviluppo strutturale della Calabria. Le zone maggiormente vincolate coincidono, infatti, con quelle a più alta vocazione turistica, residenziale e industriale. Il rischio di alluvioni è reale, ma questo approccio appare come un “esperimento” applicato per la prima volta in Italia. Prima era stato proposto in Campania, dove però la forte opposizione ne ha impedito l’adozione, spingendo l’Autorità a ripiegare sulla Calabria".

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"Il Ministero dell’Ambiente, da cui dipendono le Autorità di Bacino, - spiega - sta così imponendo vincoli che rischiano di condizionare i prossimi decenni, basandosi su dati datati e modelli eccessivamente cautelativi. Ne derivano due domande centrali: •Come potranno cittadini e comuni finanziare gli studi necessari ad aggiornare i livelli di pericolosità e rischio? E, anche laddove tali studi venissero condotti, quanto differirebbero davvero i nuovi risultati dai dati attuali? Il blocco dell’attività edilizia avrà inoltre effetti pesanti sulle finanze locali, già fragili, e metterà a rischio progetti di sviluppo turistico e industriale cofinanziati dallo Stato. C’è chi giustifica la rigidità del Piano richiamando i recenti disastri idrogeologici in Emilia Romagna. Ma non è accettabile che, nel 2025, un ente nazionale imponga vincoli utilizzando dati obsoleti, senza prevedere risorse per gli aggiornamenti e per la messa in sicurezza idraulica. Sarebbe stato logico e responsabile affiancare ai vincoli una concreta dotazione finanziaria per ridurre realmente i livelli di pericolosità".

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"In molti centri strategici della Calabria – da Reggio Calabria a Cosenza, da Catanzaro Lido a Corigliano Rossano, passando per Scalea, Vibo Marina, Crotone, Paola, Amantea e tanti altri – sarà quasi impossibile costruire un capannone, abbattere e ricostruire abitazioni o ristrutturare strutture ricettive. È davvero accettabile che un albergo esistente non possa migliorare la propria offerta, col rischio di chiusura e perdita di posti di lavoro? Il paradosso è evidente: da un lato si introduce un metodo innovativo di valutazione dei rischi idraulici, dall’altro si applica un modello di vincolo assoluto ormai superato. E questo proprio mentre l’era digitale e l’intelligenza artificiale permettono calcoli rapidi e previsioni quasi in tempo reale. Se altrove in Italia, tra qualche anno, si adotteranno soluzioni più moderne ed equilibrate, la Calabria avrà già pagato il prezzo di un “esperimento” che ne blocca lo sviluppo, proprio nel momento in cui nuovi investimenti infrastrutturali avrebbero potuto renderla competitiva a livello turistico, logistico e industriale. Per questo, Ministro Pichetto Fratin, Dottoressa Corbelli, vi chiediamo un atto di responsabilità: ritirate questo Piano, nato da buone intenzioni ma costruito su dati e metodologie ormai superate. La Calabria non può permettersi l’ennesima condanna all’immobilismo", conclude.

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