"Con vistas al Tibidabo", il libro di Glória Paiva presentato alla Biblioteca comunale De Nobili di Catanzaro

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Rita Parentela, Glória Paiva, Pietro Marino
  15 ottobre 2020 18:45

di CLAUDIA FISCILETTI

Si apre con un pensiero al Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, l'incontro di "Parole in Circolo", la rassegna organizzata dal Movimento Vitambiente che questo pomeriggio, nella Biblioteca comunale De Nobili di Catanzaro, ha visto la presentazione del libro "Con vistas al Tibidabo" della scrittrice e giornalista brasiliana Glória Paiva.

"Questo libro affronta molti temi attuali, tra cui quello dell'immigrazione", è l'avvocato Pietro Marino, presidente nazionale Vitambiente, ad aprire l'incontro, ripercorrendo alcuni momenti importanti della vita di Glória Paiva che l'hanno resa importante a livello nazionale ed internazionale, ricevendo il premio letterario internazionale Maria Cumani Quasimodo. Nata in Brasile, poi trasferitasi in Spagna, è proprio qui che inizia il suo percorso che l'ha portata poi alla realizzazione del suo secondo libro.

Arrivata poi in Italia, nel 2016, e a Catanzaro, questo pomeriggio l'autrice ha dato un'anteprima nazionale del libro, uscito due settimane fa, come ha precisato l'avvocato Rita Parentela, responsabile del Circolo di Catanzaro di Vitambiente, che aggiunge: "Il libro nasce dall'esperienza intima e personale delle conversazioni che Glória ha avuto con tre donne". Tre scrittrici, infatti, vengono raccontate tra le pagine, tre esperienze di immigrazione uguali e diverse al contempo. Tre donne provenienti da diversi posti del mondo - Argentina, Marocco, ex Cecoslovecchia-, arrivate in Spagna.

Patricia Gabancho, Najat El Hachmi e Monika Zgustova sono le scrittrici che la Paiva ha incontrato, ha intervistato, ha imparato a conoscere, ritrovando in loro quella che lei stessa definisce una "terapia letteraria". "Sono storie straordinarie, vere, che mi hanno fatto riflettere sulla questione dell'identità quando facevo il mio master in Spagna, perché cercavo dei punti di riferimento". Importante, poi, la riflessione successiva: "Il mondo è già pieno di narrative maschili e noi, come donne, abbiamo bisogno di raccontare il nostro punto di vista. La letteratura fatta dalle donne dev'essere una cosa normale, non eccezionale".

Quattro linee narrative, suddivise in sei capitoli, che hanno tra i punti in comune la nostalgia per la propria terra, ma anche i momenti dell'arrivo nel nuovo paese, la distanza ed il momento in cui si creano le radici. Tutti fattori che ha approfondito nel suo intervento Fatima Zahri, Presidente dell'UDI di Catanzaro: "Anch'io come donna e come migrante mi ritrovo nella storia delle tre donne. Il percorso migratorio cambia la prospettiva in cui si vedono le cose. Per quanto ti possa abituare in un posto ci sono momenti che mettono in crisi la propria identità. E' un continuo accettarsi e ridefinirsi mettendosi a confronto con se stesso, con la comunità d'origine e con la comunità ospitante".