Coronavirus. Alla Domus Aurea i dipendenti in quarantena "evadono": denunciati. L'amministratore De Santis: "Vigliacchi"

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La Domus Aurea, la casa di cura a Chiaravalle
  26 marzo 2020 15:03

di TERESA ALOI

Hanno lasciato la casa di cura Domus Aurea e, nella tarda serata di ieri, sono rientrati nelle proprie abitazioni. Dopo il primo caso di contagio da coronavirus (LEGGI QUI) nella struttura di Chiaravalle, una decina tra dipendenti e collaboratori non hanno rispettato la prescrizione di effettuare in loco la quarantena e hanno varcato il portone di ingresso, mentre una operatrice è stata "allontanata" dall'amministratore della casa di cura, Domenico De Santis, perché aveva la febbre alta.  Una decisione presa per evitare eventuali contagi.  

E così al momento nella casa di cura sono ospitati 66 pazienti e 35 tra dipendenti e collaboratori. Le  persone che si sono allontanate volontariamente, così come ha spiegato l'avvocato De Santis, sono state segnalate sia ai carabinieri che al sindaco di Chiaravalle, Domenico Donato.    

"Vorrei ringraziare chi è rimasto nella struttura - sottolinea l'avvocato De Santis - tutti hanno figli, nipoti, mentre quelli che hanno abbandonato la nave non saprei definirli se non vigliacchi anche perché  abbiamo preso tutte le precauzioni per salvaguardare la salute".  

"Sono quattro gli anziani da noi ospitati che, al  momento, hanno la febbre - ha aggiunto  l'amministratore della Domus Aurea - febbre che non supera i 38°, mentre, dalle notizie che abbiamo, le condizioni della signora di 91 anni, ricoverata all'ospedale " Pugliese",  sono leggermente migliorate". 

Poi, sulle tante notizie che circolano in rete spiega: "La nostra è una struttura di eccellenza e una volta che le acque si saranno calmate provvederemo a individuare e querelare tutti coloro che hanno messo in giro false notizie". 

Ora la priorità dell'avvocato De Santis è la salute degli ospiti, dei dipendenti e degli operatori. Del resto proprio per tutelare la struttura da eventuali contagi, il 5 marzo scorso è stato stilato, al termine di una riunione, un verbale firmato da tutti dove si mettevano nero su bianco una serie di prescrizioni: dal vietare ai visitatori l'ingresso nella struttura a quello di non frequentare luoghi affollati  o, ancora, a mantenere la distanza interpersonale all'esterno del luogo di lavoro. Senza dimenticare l'obbligo di comunicare eventuali sintomatologie e, in caso positivo, di non recarsi al lavoro.  

Intanto, nella giornata di oggi  sono attesi gli esiti dei tamponi effettuati sia sugli ospiti che sul personale e sui dipendenti.