Coronavirus. Santelli: "Il piano dell'emergenza per ora si concentra sugli Hub. Abbiamo difficoltà a trovare tamponi. Ma no a quello veloce: non è affidabile"

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  26 marzo 2020 15:53

"Siamo a 139 posti di terapia intensiva completi. Abbiamo recuperato i ventilatori che erano da riuso. Al momento abbiamo 80 posti pronti per ricevere i ventilatori. Per arrivare così a 219 posti di terapia intensiva. Anche se l'ideale sarebbe arrivare a 300. L'esperienza del coronavirus ci ha insegnato però che bisogna essere graduali". A fare il punto della situazione sul piano antic-Covid della Regione Calabria è stato il presidente Jole Santelli durante un'informativa al Consiglio regionale sull'emergenza coronavirus. "73 posti in pneumologia e 146 di malattie infettive", ha anche aggiunto.

Santelli ha spiegato che questa Fase 1 inevitabilmente si concentra sugli Hub, i quattro grandi ospedali calabresi. "Abbiamo pensato di dare un'immediata risposta con gli Hub". Il presidente ha spiegato che i tre ospedali principali hanno attivato dei percorsi dedicati ai pazienti covid. Poi ha precisato che "sull'ospedale da campo" al Policlinico di Catanzaro "ce lo hanno offerto, come sperimentazione. La Regione Calabria non spenderà un euro". Ha frenato invece sugli spoke: "Speriamo di no dover arrivare a quella fase"

CHIESTO ANCORA L'ESERCITO E NO AI TAMPONI VELOCI- Metaforicamente rivolgendosi ai territori: "L'ospedale Covid non vi apre un ospedale sul territorio, anzi è un problema. Quando ci sono 6 /7 contagi il piccolo comune va chiuso. Io chiedo - ha aggiunto- ancora l'intervento dell'esercito perché noi i distretti li abbiamo". Rivolgendosi al governo: "Devono mandarci i ventilatori perché non li possiamo comprare perché li può acquistare solo lo Stato.e soprattutto i dispositivi di protezione". Il presidente ha anche rivelato come, in questo momento "non è facile trovare i tamponi, perché il mercato è saturo". Peraltro si è detta contraria ai tamponi veloci, perché l'Istituto Superiore di Sanità non li ritiene affidabili. 

IL PIANO PARTE DALLA PREVENZIONE. ECCO PERCHE' LE MISURE PIU' RIGIDE- "Quello che abbiamo voluto evitare è l'errore dell'ospedalizzazione. Dobbiamo evitare che ciò accada. Dobbiamo potenziare la parte della Prevenzione e territoriale. Per questo ho adottato delle misure forti contro la posizione del Governo che era più attendista. Vedo che i calabresi le osservano. Noi non abbiamo contagi autoctoni. Noi abbiamo esclusivamente dei contagi da persone che sono arrivate da zone rosse e non hanno rispettato le norme sulla quarantena", ha spiegato. Santelli ha poi ripercorso la notte dell'ordinanza di "chiusura" della Calabria, o meglio delle ulteriori limitazioni degli spostamenti. "So bene che quell'ordinanza era un ai limiti della costituzionalità ma andava fatta". Provvedimento che poi è stato rafforzato dalla successiva ordinanza del ministro Speranza con cui si vietano gli spostamenti fra i comuni. "Ormai ho il terrore del sabato", ha detto pensando agli esodi.

LA "FILIERA SBALLATA" NELLA SANITA'- "Dieci giorni prima che dilagasse l'emergenza, ho avuto modo -aveva esordito- di dire al ministro Speranza di verificare se la cura che era stata indotta alla Calabria non fosse più una cura che avesse ammazzato il paziente più che curarlo. Io ritengo che la cura esclusivamente economica, di tagli lineari, di decisioni assunte lontano dalle assisi calabresi abbia creato problemi enormi". Poi la difesa di Cotticelli. "Il presidente non commissaria il commissario ma esegue i poteri conferiti dalla Protezione civile per l'emergenza coronavirus" chiarisce così Santelli sul rapporto con Cotticelli. Senza negare che fra commissari delle Asp ed aziende ospedaliere nominati o dal ministro della Salute o ancora da quello dell'Interno si è creata "una filiera sballata. Le Asp stanno andando un po' per conto loro e non tutte rispondono alla Regione.