Domenico Calabrò: "La priorità è arginare l'emigrazione degli studenti calabresi verso Università ubicate in altre Regioni"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Domenico Calabrò: "La priorità è arginare l'emigrazione degli studenti calabresi verso Università ubicate in altre Regioni"
Domenico Calabrò
  21 gennaio 2020 19:45

Domenico Calabrò è stato dirigente scolastico. Ha diretto per molti anni l’Istituto Tecnico IndustrialePanella” di Reggio Calabria, dove vive. Ha ricoperto numerosi incarichi a livello ministeriale, è stato precursore e punto di riferimento dei Progetti Europei per la Scuola in Italia.
Professore di matematica e prezioso intellettuale, libero di pensiero, ha cresciuto e guidato generazioni di giovani che oggi sono ben inseriti nel campo delle più varie professioni.

Professore, cosa ne pensa di questa Regione?

“Sul piano politico, a mio parere, prioritariamente occorre ricostruire, particolarmente in Calabria, la Politica e i Partiti Politici che, in atto, sono attraversati trasversalmente da trasformismi partitici e ambizioni personali che esulano dagli interessi collettivi. Per cui, anche relativamente alle imminenti elezioni regionali, esprimo il mio profondo e fermo dissenso verso i candidati interessati da tali ‘cambiamenti’. A mio parere, infatti, nel momento in cui chi occupa incarichi politici, legittimamente rivede le proprie idee, dovrebbe dimettersi dagli incarichi ricoperti. Ulteriore elemento di riflessione, a mio parere, meritano sia i tanti partitini ‘personali’, sia i cosiddetti ‘movimenti’. Sono convinto che l’alveo principale debba essere quello bipolare tra ‘conservatori’ che privilegiano interessi di gruppi ‘locali’, siano essi rionali, comunali,
provinciali, regionali e nazionali e ‘democratici’ che tendono a tutelare per i cittadini, interessi sovranazionali senza privilegiare il loro luogo di nascita o il colore della loro pelle. Particolare attenzione merita, infine, il possibile ‘apporto’
della cosiddetta ‘Società Civile’ che, negli ultimi anni, si è espressa oltre che
con ‘Liste civiche’, anche, attraverso il Movimento 5 Stelle e, ultimamente, con le ‘Sardine’. A mio parere, la Società Civile e i Movimenti dovrebbero espletare la propria azione, criticamente costruttiva e propositiva, all’interno del bipolarismo partitico e non essere, invece, impegnati nell’Amministrazione diretta”.

A suo avviso quali interventi sarebbero da pianificare?

“Ruolo importante, nella pianificazione e progettazione degli interventi potrà essere dato dalla triangolazione Regione, Scuole e Università della nostra  regione, valorizzando le eccellenze Universitarie che sono pur presenti nelle tre Università calabresi.
In via prioritaria, occorre, a mio parere, arginare, mediante adeguate informazioni, la notevole emigrazione di studenti calabresi verso Università ubicate in altre Regioni che oltre ad impoverire, culturalmente e professionalmente, la Calabria, contemporaneamente, fa esportare fuori Regione, annualmente, ingenti capitali. Infatti, a titolo meramente indicativo, ipotizzando che 1.000 studenti studiano presso Università ubicate fuori Regione con una spesa mensile media, pro capite, di 1.000 euro, la Calabria esporta fuori Regione, annualmente, 12 milioni di Euro. Soprattutto sono giovani che, dopo gli studi, non torneranno in Calabria!”

A questo proposito che ruolo può recitare la Regione nell’incentivare i giovani a rimanere in Calabria?

“Può essere il fulcro nella progettazione di percorsi formativi post secondari degli Istituti Tecnici Superiori operanti in Calabria. Ad esempio: oltre 15 anni or sono l’Istituto che ho diretto ha progettato percorsi post secondari realizzati in
sinergia con MIUR, Regione Calabria, Università degli Studi di Reggio Calabria e con la vicina Messina su tematiche tuttora attuali quali, ad esempio: Raccolta e Smaltimento Rifiuti (richiamando l’attenzione sull’importanza dei termovalorizzatori di ultima generazione rispetto alle discariche); Produzione, Trasformazione e Valorizzazione dei prodotti tipici calabresi;
Valorizzazione Turistica e Occupazionale del Territorio dello Stretto di Messina, individuato dalla poligonale chiusa: Reggio Calabria - Taormina – Capo Milazzo – Isole Eolie – Pizzo – Tropea – Serre – Roccella Jonica – Siderno –
Reggio Calabria e con il coinvolgimento attivo delle allora province di Reggio Calabria (odierna Citta Metropolitana di Reggio Calabria), Messina (odierna Città Metropolitana di Messina) e Vibo Valentia”.

In conclusione, quali luci ed ombre?

“La Calabria gode con oltre settecento chilometri di coste, incuneate tra due mari, di spiagge meravigliose e incontaminate che, coniugate con la contemporanea presenza dell’Appennino Calabro, con i boschi Silani e Aspromontani e i tanti laghi montani, può essere l’ideale attrattiva per il turismo marino e montano, nazionale e internazionale, il che potrebbe essere utile risposta alle necessità occupazionali per i giovani calabresi. Basti pensare, ad esempio, all’ipotesi di associare la presenza importante sul territorio dei Musei con le bellezze naturalistiche, il possibile utilizzo del patrimonio marino sommerso, in cui c’è la presenza di fondali inesplorati, con la pesca-turismo, la pescicoltura, l’agricoltura biologica con produzioni di nicchia. In tale direzione, la Politica dovrà mostrare maggiore attenzione per superare le notevoli attuali carenze dei collegamenti ferroviari (ad esempio linea Reggio Calabria – Taranto), stradali (Statale 106 jonica e trasversali Jonio – Tirreno) ed aeroportuali (particolarmente Reggio Calabria e Crotone)”.