ESCLUSIVA. "Se non c'è il dottore ci picchiano". Il fuori onda del personale del 118 sulle ambulanze senza medici (VIDEO)

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Operatori 118
  26 febbraio 2020 19:02

di PAOLO CRISTOFARO

Qualche giorno fa, il personale del 118 di molte postazioni calabresi si è radunato alla Cittadella regionale per protestare contro i numerosi disagi, ovvero contratti bloccati, indennità sospesa, difficoltà riscontrate quotidianamente svolgendo la loro delicata missione per la salute dei cittadini. Ma alcuni dettagli rilevanti sono stati taciuti ai megafoni, non erano riportati sugli striscioni di protesta né sulle testate giornalistiche. Alcune vicende, alcune situazioni complesse per gli operatori e alcune gravi carenze nell'assistenza ai cittadini, ci sono state raccontate sottovoce, lontano dalla calca, a telecamere spente... o quasi

"Facciamo tanti interventi, salviamo le vite e per questo chiediamo dignità e rispetto. Però troppo spesso mancano i mezzi, non siamo nelle condizioni di fornire alla gente ciò che ci viene chiesto e non possiamo neppure andare in giro a raccontare queste cose, per problemi interni. La prima cosa che ci domandano è se c'è il medico sull'ambulanza. Ma alcune aree sono completamente demedicalizzate". E' lo sfogo di un medico del 118 che, probabilmente, teneva comunque ad informare tutti della situazione, a lanciare nell'anonimato un allarme: "Se la situazione dovesse rimanere così, il 118 in Calabria sarebbe al tracollo".

"La prima cosa che ci chiedono quando chiamano è se c'è il medico sull'ambulanza. Perché se uno chiama il 118 si aspetta che arrivi un'ambulanza con un medico, che il medico ci sia. Ma non è così. E se non c'è il medico può capitare pure che ci picchino. Noi rischiamo la vita in tanti interventi, dato anche, spesso, il territorio difficile in cui operiamo. Subiamo troppo frequentemente vere e proprie aggressioni fisiche da pazienti e parenti. Una collega è stata aggredita da un paziente, riportando diversi traumi", ci ha raccontato una dottoressa visibilmente insofferente per la situazione complicata nella quale il personale è costretto ad operare.

Ma forse la cosa più preoccupante è l'impossibilità - o la paura - di denunciare talune situazioni, di far sapere alla gente i problemi reali e quotidiani, le inefficienze di un sistema sanitario quotidianamente messo alla prova, in una situazione di continua emergenza. "Dobbiamo tutelarci anche rispetto al nostro dirigente. Ci fosse stato un altro dirigente avrei parlato apertamente... nel senso di immagine".