Ex caserma Triggiani di Catanzaro: nel seminario online dell'UMG focus sugli aspetti giuridici, storici e culturali

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Ex caserma Triggiani di Catanzaro: nel seminario online dell'UMG focus sugli aspetti giuridici, storici e culturali
Luigi Mariano Guzzo, Nicola Fiorita, Francesco Cuteri
  22 maggio 2020 23:52

di CLAUDIA FISCILETTI

L’ex caserma Triggiani di Catanzaro oggi è stata al centro del seminario online a cui hanno partecipato gli studenti del corso di Beni ecclesiastici e beni culturali dell’università Magna Graecia. Nell’aula virtuale sulla piattaforma di Google Meet, sono stati analizzati diversi aspetti della vicenda che nei giorni scorsi è stato al centro del dibattito pubblico sulla vendita, da parte della Provincia, dell’immobile già Convento delle Clarisse di Santa Chiara, alla società Invimit.

“L’ex caserma Triggiani di Catanzaro come bene culturale. Un caso-studio tra diritto, religione e bene comune” è il titolo del convegno coordinato da Luigi Mariano Guzzo, docente di Beni ecclesiastici e beni culturali dell’UMG, che nell’introduzione ha esposto i diversi intrecci derivanti da questa decisione a partire dal patrimonio culturale come bene comune, e ancora il suo legame con lo sviluppo locale oltre che il modo in cui questo patrimonio rappresenti l’identità storica e religioso della comunità.

L’intervento di Nicola Fiorita, professore associato di Diritto e religione dell’Università della Calabria, si è soffermato sugli aspetti tecnico-giuridici partendo dall'importanza di tutelare e valorizzare questo patrimonio culturale con consapevolezza. “Nel tempo della tecnologia illimitata, la tutela del bene è permessa attraverso la ricerca della valorizzazione”, spiega il professore Fiorita che aggiunge però come sia impossibile pensare di poter conservare questo patrimonio culturale senza un personale adeguato, senza le giuste ricerche e senza finanziamenti. Più avanti Fiorita, dopo aver fatto una distinzione tra bene culturale e bene culturale di interesse religioso, spiega come la caserma appartenga alla prima e più generale categoria perché “esprime un valore storico e identitario per la comunità a cui noi catanzaresi apparteniamo”. E ancora, il professore dell’UNICAL ricorda che, quando si iniziò a pensare alla vendita dell’immobile, ci fu una prima Sovrintendenza che non considerò la caserma dotata di interesse storico. In seguito al ricorso di alcuni cittadini, un secondo provvedimento riconobbe il valore storico-culturale del bene. “Penso che la partecipazione sia un bene comune immateriale, dal momento che la sorte dell’ex caserma Triggiani è cambiata grazie alla mobilitazione collettiva di alcuni cittadini”, continua Fiorita che sottolinea come la vicenda non sia ancora terminata dal momento che bisogna capire cosa cambierà nell'utilizzo del bene e fa riferimento anche alla prospettiva di una permuta con il palazzo della Prefettura.

Da qui si lega l’intervento di Francesco Cuteri, docente di Beni culturali presso l’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro e archeologo. “Considero la permuta una sconfitta, che trova le sue origini nel passato della storia della città”, esordisce il professore dell’ABA che continua: “E’ per l’attenzione di pochi che oggi siamo qui a parlare della caserma Triggiani, altrimenti per la città sarebbe stato tutto normale”. Cuteri poi si sofferma su qualche considerazione storica, a partire dalla fondazione medievale dell’immobile da parte dei Conti Ruffo, alla presenza forte e attive delle monache che popolavano il convento e, per concludere, il posto di aggregazione che rappresentava l’immobile durante una delle principali fiere della città. Il professore aggiunge anche come sia necessario non considerare solo l’immobile ma anche il suo contesto, l’ambiente che lo circonda. “La caserma è vicino al palazzo del Comune e Villa Margherita, un luogo in cui si è spesso di passaggio e possibile che nessuno di noi ha avuto la percezione di passare vicino a mura che hanno un valore storico?” si chiede Cuteri, che poi pone un altro quesito: “Questa ex caserma è meglio che sia abbandonata o è bene che si pensi a qualcosa da fare al suo interno?”