Il piano del Pugliese: più posti di Terapia Intensiva spostando Psichiatria a Lamezia. "Villa Bianca? Soluzione finta e impraticabile"

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images Il piano del Pugliese: più posti di Terapia Intensiva spostando Psichiatria a Lamezia. "Villa Bianca? Soluzione finta e impraticabile"
L'ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro

Le decisioni nel collegio di direzione. Per risolvere il problema delle "ambulanze in fila al pronto soccorso" proposto lo stop all'accettazione dei pazienti senza posti disponibili. Saranno chiamati anestesisti da strutture private

  21 novembre 2020 23:01

di GABRIELE RUBINO

E' il principale fronte di guerra della seconda ondata del Covid-19 nell'area centrale della Calabria. L'ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro sta affinando le contromisure per reggere l'urto di una stagione autunno-inverno che sarà lunga e complessa. Nella riunione di oggi del collegio di direzione, a cui hanno preso parte il direttore amministrativo, il direttore del dipartimento Staff e i direttori dei vari dipartimenti, si è messo a punto la strategia da seguire nelle prossime settimane: più posti di Terapia Intensiva spostando Psichiatria a Lamezia Terme con la riduzione dell'attività chirurgica elettiva e la chiamata di anestesisti da strutture private, stop alle ambulanze in fila al pronto soccorso non accettando i pazienti in carenza di posti letto disponibili.

"VILLA BIANCA SOLUZIONE FINTA E IMPRATICABILE. STOP ALL'ACCETTAZIONE DEI PAZIENTI SENZA POSTI LETTO DISPONIBILI"- L'atmosfera è quella tipica del Pugliese: lasciati soli da tutti. Dalla Regione e dall'Asp, in primis. Gli ospedali spoke non collaborano. Le ordinanze regionali restano lettera morta come quella che prevedeva il trasferimento dei pazienti Covid non critici e non dimissibili a casa. Solo da poco Lamezia Terme si è attivata (dodici posti letto), mentre l'esplicita previsione di 20 posti a Soveria Mannelli è soltanto sulla carta. Tranciante il giudizio, del Pugliese, sull'ipotesi di riqualificare Villa Bianca, anche questa prevista dall'ordinanza di Spirlì e ieri oggetto di sopralluogo: "è una soluzione finta e impraticabile". Le maniere forti saranno adoperate anche per risolvere il problema delle "ambulanze in fila" in pronto soccorso: "si scriverà al Prefetto segnalando che non si accetteranno più pazienti Covid in assenza di posti disponibili". Nelle prossime ore tutte queste spigolature saranno formalizzate in un documento ufficiale. 

I POSTI LETTO DI AREA MEDICA SARANNO 56- Sul fronte posti letto, è stata ratificato il passaggio da 36 posti letto di Malattie Infettive (nella palazzina) a 56, complessivi di area medica. Si aggiungono i 20 posti in più ricavati dall'utilizzo dei locali prima impiegati da Geriatria. Una soluzione più 'contenuta' rispetto all'iniziale previsione di circa 34 posti letto aggiuntivi (17 + 17 conteggiati nei giorni scorsi). Un blocco sarà gestito da Malattie Infettive e l'altro da Medicina generale, che sarà quindi medicina Covid. 

PSICHIATRIA A LAMEZIA TERME PER AUMENTARE LE TERAPIE INTENSIVE. SI CERCANO ANESTESISTI DALLE STRUTTURE PRIVATE- La novità principale emersa nell'incontro riguarda il rafforzamento dei posti di Terapia Intensiva. Si parte dalla base di 16 posti letto, a cui se ne possono aggiungere altri 11 (e si sale a 27) con la possibilità di un'ulteriore attivazione di 6 posti letto. Dove? Nei locali prima utilizzati da Chirurgia Toracica e oggi in uso alla Psichiatria. Ed è questa un'altra proposta partorita nel corso della riunione, ri-trasferire il reparto (comunque afferente all'Asp di Catanzaro) al presidio di Lamezia Terme. E' stato comunque precisato che il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) si sposterà a condizione che si mantenga il livello di assistenza (cioè che il Giovanni Paolo II di Lamezia accetti il trasferimento). Negli ulteriori posti liberatisi si piazzeranno posti letto Covid dedicati all'area Materno Infantile. Se tutto dovesse perfezionarsi, e non è scontato, i posti attivabili di Terapia Intensiva possono arrivare ad un totale di 33. Ovviamente, tutto questo non sarà gratis. Il sacrificio sarà la riduzione della Chirurgia elettiva, cioè degli interventi programmati no-Covid. Non bastano soltanto gli spazi. Infatti per i posti di Terapia Intensiva servono come il pane gli anestesisti. Per questo l'azienda è pronta a cercarli, con contratti temporanei, anche nelle strutture private. In una sorta di chiamata alle armi.