LA CALABRIA CHE VORREI. Idee e proposte di professionisti e imprenditori, studenti e docenti per vivere meglio nella nostra terra

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La Calabria che vorrei, a cura di Giovanna Bergantin
  25 gennaio 2020 12:00

di GIOVANNA BERGANTIN

Fin dall’inizio la nostra è stata voglia di partecipazione, di contribuire al dibattito, di impegnarci, a modo nostro, con gli strumenti che abbiamo per cambiare in meglio il mondo in cui viviamo. Quel mondo che non sta nei Continenti lontani, ma è lì, dietro l’angolo, dall’altra parte della strada, a quattro passi da casa nostra, nell’asilo di quartiere, nel mercato rionale, nelle carceri cittadine, ai giardinetti o nell’ospedale sulla collina. Un esercizio di cittadinanza attiva e responsabile, quella che spesso si sbandiera nelle platee istituzionali, che ci ha portato a cercare con estrema facilità le opinioni - c’è desiderio di intervenire dei cittadini i quali, con il loro impegno serio e corretto, desiderano offrire un contributo per vivere meglio in questa meravigliosa Terra di Calabria.

E così, come annunciato, abbiamo intrapreso un viaggio tra le idee, le opinioni, i bisogni e le opportunità della Comunità calabrese (LEGGI IL DIBATTITO); fuori dall’agone politico degli schieramenti abbiamo fatto il giro della Regione, parlato con professionisti e imprenditori, studenti e docenti, raccolto e riportato le loro voci e i loro volti, rappresentanti di cittadini e cittadine, tutti accomunati da un profondo senso di appartenenza. Abbiamo ascoltato e registrato con grande attenzione argomenti di interesse comune, riportato difficoltà e problemi, ma anche soluzioni, proposte, ricette e terapie. In questo viaggio narrato da Siderno a Rende, da Catanzaro a Cosenza, da Lamezia a Crotone, abbiamo raccolto e messo insieme testimonianze preziose e competenti che hanno illuminato settori strategici per il “benessere” dei cittadini: Sanità, Istruzione, Turismo, Sport, Giustizia e Sicurezza. Un ventaglio di idee ed evidenze.

L’imprenditore Michele Vumbaca li sintetizza nella precarietà dei sistemi essenziali della fascia jonica della Locride: arretratezza della viabilità, sanità inadeguata e rischio di devianze per i pochi giovani che resistono alla solitudine del territorio. Avanza l’ipotesi, inoltre, di far pagare le tasse ad ogni singola regione in base al reddito pro capite. L’avvocato Nicolino Zaffina pone l’attenzione “sulla lunga fase di recessione che, prima ancora che economica, è di natura demografica, sociale e culturale”. In merito alla giustizia ci ricorda che “Un apparato giudiziario ben funzionante è essenziale per un ordinato svolgimento delle relazioni sociali, civili ed economiche, ma non può esservi un sistema giudiziario “sano” se il resto o buona parte della pubblica amministrazione presenta pesanti criticità”.

Nella sua testimonianza il dott. Roberto Coppola tratta il tema della sicurezza, e oltre alla “spada di Damocle” della criminalità organizzata, pone l’accento sul rapporto tra sicurezza e ambiente e sulla necessità di qualificare le aree pubbliche per aumentare il senso di appartenenza e identificazione nel territorio. Un capitolo tutto a parte, poi, merita la sanità, menzionata da quasi tutti i nostri protagonisti. Questa la ricetta medica del dott. Antonio Butera sulla Sanità regionale: filtro territorio-ospedale per limitare il ricorso ad accertamenti inutili e a volte persino dannosi; organizzazione capillare di una Rete delle Emergenze-Urgenze che possa garantire un rapido ed adeguato trattamento nei casi delle patologie potenzialmente mortali o fortemente invalidanti; la creazione di ambulatori “solidali”. Anche il dott. Bernardo Misaggi fa la diagnosi e segna la sua terapia: creazione di Medical center diffusi che offrano attività specialistiche, mediche e chirurgiche in day hospital per una netta riduzione dei costi e dei tempi, garantendo poi un secondo livello ospedaliero per le attività più complesse; recupero della medicina di famiglia come base delle attività cliniche e assistenziali, qualificazione di tutte le strutture ospedaliere esistenti. Altri settori evidenziati da tutti i nostri intervistati per le grandi opportunità e le risorse presenti sul territorio sono senza dubbio quelli del turismo, del benessere fisico, del tempo libero e dell’agricoltura biologica.

Con argomentazioni accademiche il professore Domenico Britti esorta i giovani ad appassionarsi e a riscoprire le radici “rurali” di questa Terra, farne reddito imparando a conoscere a fondo i meccanismi di mercato. Ritiene, poi, che le materie prime prodotte dalle filiere agroalimentari della Regione devono essere riconoscibili sul mercato con marchi che riportano la biodiversità culturale, alimentare e umana. Sul Turismo fa il punto il dott. Dino De Santo che nel tracciare una fotografia del nostro sistema propone di armonizzare la legge regionale al Codice del Turismo, contrastare l’abusivismo nei viaggi e servizi turistici e creare uno stretto rapporto del settore con trasporti, agricoltura, lavori pubblici e cultura. La dirigente Rosita Paradiso indica i punti strategici per migliorare il livello culturale della Calabria: ampliare la consapevolezza della funzione e del valore del sapere di tutte le componenti sociali; costruire una rete, una sorta di “alleanza educativa” tra tutti gli attori istituzionali per migliorare il rapporto tra scuola, famiglia, sistemi educativi e forze dell’ordine. Il prof. Domenico Calabrò nel trattare il fenomeno del distacco dei giovani dalla Terra d’origine sostiene che un ruolo importante potrà essere dato dalla triangolazione Regione, Scuole ,Università e dalla progettazione di percorsi formativi post-secondari degli istituti Tecnici Superiori operanti in Calabria.

Concludiamo con la freschezza giovanile della d.ssa Ilaria Dell’Amico che nello sport riconosce non solo il suo futuro ma anche quello di tanti suoi coetanei desiderosi di restare qui. Vede lo sport una opportunità da cui ripartire sia come strumento di socializzazione e benessere sia come fattore di sviluppo dell’economia regionale, coinvolgendo nel progetto di crescita anche imprenditori entusiasti e con la passione sportiva.  Con tanta ricchezza di pensieri e proposte argomentate potremmo continuare ancora per molto, ma preferiamo fermarci, convinti di aver dato libera voce e spazio a cittadini e cittadine innamorati di questa Terra.