La Regione si dovrà limitare all’ordinaria Amministrazione

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Sabatino Nicola Ventura
  03 novembre 2020 09:32

Tutti sono rimasti colpiti e molto dispiaciuti per la prematura scomparsa della Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli: non sarebbe potuto essere diversamente. Una donna ancora giovane è andata via, peraltro conosciuta a livello nazionale per l’attività politica e per gli incarichi istituzionali svolti, anche di livello governativo, quando Silvio Berlusconi la volle Sottosegretaria. La Calabria ha perso la Presidente della Regione legittimamente eletta dieci mesi fa, e la costernazione ha e accomuna l’intero popolo calabrese: tutte le forze politiche, attraverso i diversi esponenti istituzionali e di partito si sono stretti al dolore della famiglia, come pure numerosissime associazioni, sindacati, ordini professionali, ecc.

Ora, però, sarà necessario dividere ogni considerazione di profonda umanità laica e religiosa che, d’altronde, si è magnificamente espressa, dalla necessità di ridare  un nuovo governo alla Calabria. L’esigenza si rivela peraltro urgente per la grave situazione sanitaria, sociale ed economica che riguarda la nostra Regione.

Bisognerà dare alla Calabria un nuovo Presidente e un nuovo Consiglio Regionale.

È urgente, pertanto, uscire dalla bolla provocata dal decesso di Jole Santelli: una bolla piena di sentimenti di grande umanità. Ma ora si è chiamati a discutere e ragionare sul giudizio politico della Sua breve presidenza e della maggioranza di Centro-Destra che l’ha sostenuta.

Il giudizio non può che essere negativo, per come tanti, a partire dai partiti di opposizione, hanno espresso negli ultimi mesi; basta ripercorre il tempo della Sua presidenza per constatare l’inconsistenza e le gravi, se pure pochissime, decisioni assunte; aggravate dalle improvvisate esternazioni, che hanno evidenziato la superficialità del Suo pensiero. Ancora più grave sono state alcune scelte di personaggi in posti di grande rilievo, che, in alcuni casi, la Santelli è stata costretta a revocare. La nomina alla vice Presidenza di Spirlì (Lega) è stata la ciliegina posta su una pessima torta.

L’amministrazione di Centro-Destra alla Regione si presenta, dunque, al prossimo giudizio elettorale con un consuntivo fallimentare. In questi giorni, fra l’altro, constatiamo, purtroppo, i gravi ritardi nella gestione della prevedibile seconda ondata del Coronavirus: qualsiasi ricerca dei responsabili, mette al primo posto la Regione.

Ora che il Presidente facente funzioni ha per come anche la Giunta e il Consiglio Regionale funzioni di semplice ordinaria amministrazione, bisognerà che con tutta urgenza il Governo nazionale avochi a sé ogni intervento in materia sanitaria. Il drammatico momento non consente tentennamenti; il Governo, attraverso la proroga del commissariamento, almeno sino all’elezioni ed all’ insediamento dei nuovi organismi regionali, ha l’obbligo di un intervento diretto, atteso che la Regione potrà svolgere solo compiti di ordinaria amministrazione.

È necessario che con tutta urgenza, assuma piena potestà e avvii, recuperando, per quanto sarà possibile, l’inefficienza pregressa della Regione, ogni iniziativa per la gestione di questa fase molto preoccupante.

Appare però stupefacente e singolare che in questo momento di grave situazione sanitaria, economica, sociale che attraversa la Calabria, si predisponga una seduta di Consiglio Regionale con all’ordine del giorno, cosi ho sentito dire, l’intitolazione della Cittadella Regionale alla scomparsa presidente Santelli. Tale iniziativa che non ha nulla di urgente e rinviabile, sarebbe, a mio avviso, una pratica “illegittima”, atteso che il Consiglio Regionale può essere convocato solo per questioni di massima urgenza non prevedibili, eccezionali e di particolare gravità. In ogni caso la pratica, intestazione della Cittadella, posta in questo momento è una offesa alla sofferenza dei calabresi, è una manifesta insensibilità rispetto a quanto sta accadendo. È una operazione volgare di strumentalizzazione a fini politici della immatura scomparsa della Presidente. Credo che i Consiglieri regionali tutti dovrebbero chiedere il ritiro della pratica, non solo perché non ha più titolo questo Consiglio Regionale a discuterla e votarla, ma anche perché inopportuna per l’argomento. Lasciamo al prossimo nuovo Consiglio Regionale, in capacità di pieni poteri, se lo riterrà, di valutare la scelta, serenamente e liberi dall’emotività del momento, di decidere a chi intestare la Cittadella regionale.     

Da questo momento in poi, vista l’arroganza della Giunta e della maggioranza di destra, bisognerà vigilare con attenzione, compito soprattutto dei Consiglieri di opposizioni, che l’attività del Governo Regionale e del Consiglio Regionale siano limitate alla stretta ordinaria amministrazione.

Sabatino Nicola Ventura