L'avvocato Zaffina sulle priorità per la Calabria: "Aeroporto, spopolamento, giustizia" (VIDEO)

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images L'avvocato Zaffina sulle priorità per la Calabria: "Aeroporto, spopolamento, giustizia" (VIDEO)
Nicolino Zaffina
  10 gennaio 2020 11:17

Nicolino Zaffina, cinquantasettenne avvocato del Foro di Lamezia Terme, vive e opera tra la Calabria e Roma. Ha ricoperto numerosi incarichi professionali ed accademici ed ha maturato una lunga esperienza all’interno del Consiglio dell’Ordine forense lametino, di cui è stato Presidente dal 2004 al 2008, anni nei quali è stato componente del Consiglio Giudiziario del Distretto di Corte d’Appello di Catanzaro. Dal 2009 rappresenta gli avvocati del Distretto in seno alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense, di cui dal 2014 è Consigliere di amministrazione e componente del Comitato investimenti. E’ direttore editoriale della rivista giuridica www.CFnews.it. Attento e appassionato sportivo è componente del Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Calabro della FIGC-LND. 
 
 
di Giovanna Bergantin 
 
Avvocato, che ne pensa della situazione attuale della Calabria? 
 
"La Calabria, come del resto gran parte del Sud del Paese, vive una ormai lunga fase di recessione che, prima ancora che economica, è di natura demografica, sociale e culturale. La popolazione della nostra regione sta velocemente invecchiando, si assiste ad un progressivo quanto significativo calo delle nascite e quei pochi giovani che ci sono, soprattutto se ben formati e scolarizzati, sono obbligati o comunque preferiscono cercare altrove opportunità di vita e di lavoro. Ciò comporta un generale impoverimento culturale e sociale, che sta diventando sempre più evidente e non riguarda più soltanto le aree interne o periferiche della nostra Regione. Se non si prova ad invertire questo drammatico trend la nostra sarà sempre più una regione a rischio spopolamento, abitata per lo più da anziani, perciò stesso debole, malata, povera, con le famiglie divise, come nel primo dopoguerra, come negli anni settanta ed ottanta, figli lontani dai padri, come una condanna senza fine che lacera la Calabria ed i calabresi. Questa demografica, a mio avviso, è una piaga che va rimarginata, pena il definitivo impoverimento della Regione". 
 
Un buon andamento della giustizia è determinante per lo svolgimento delle attività istituzionali. In questi ultimi tempi, però, abbiamo assistito ad una crisi della giustizia ed anche a rapporti conflittuali tra il potere giurisdizionale, gli altri poteri e la politica. Quali sono le difficoltà, a suo avviso, da affrontare e quali formule si possono ipotizzare perché si favoriscano i rapporti tra Stato e cittadini.   

"Ho sempre pensato alla giustizia, con la g minuscola quindi intesa come apparato giudiziario, come uno soltanto e nemmeno il più importante del complesso e variegato sistema della Pubblica Amministrazione. Un apparato giudiziario ben funzionante è essenziale per un ordinato svolgimento delle relazioni sociali, civili ed economiche, ma non può esservi un sistema giudiziario “sano” se il resto o buona parte della pubblica amministrazione presenta pesanti criticità. Provo a spiegare il concetto con un semplice dato statistico: ben il 40% dell’intero contenzioso civile gravante sulla Suprema Corte di Cassazione riguarda la materia tributaria, il 10% quella previdenziale ed assistenziale. Scorrendo gli ulteriori dati statistici arriveremmo al punto di scoprire che il contenzioso che intasa le nostre corti giudiziarie, in ogni grado, riguarda soltanto in minima parte i rapporti tra privati; nella quasi totalità dei casi le controversie avvengono tra il cittadino ed una amministrazione pubblica. Se il problema lo si affronta partendo dalla fine, ossia dalla fase patologica, che è quella giudiziaria, non potrà mai essere risolto; le risorse dedicate alla giurisdizione, in termini di uomini e mezzi, non saranno mai sufficienti. Va invece ripensato l’intero sistema delle PP.AA., attraverso una seria e buona opera di codificazione e delegificazione, accompagnata da uno snellimento delle procedure burocratiche e da un rafforzamento operativo, sì che i servizi pubblici cui i cittadini hanno diritto vengano resi prima e meglio. Ci vogliono cioè uomini e mezzi nelle PP.AA., l’esatto contrario di quanto si sta facendo negli ultimi vent’anni a causa delle ristrettezze, vere o presunte, della finanza pubblica.  Ma se si riesce a far funzionare meglio lo Stato, anche la Giustizia, con la G maiuscola questa volta, arriverà prima e meglio". 


 
Il territorio lametino e della Piana è molto ampio, ricco di potenzialità, difficoltà e di opportunità mancate. Qual è secondo Lei la parola chiave e il settore strategico per ripensare il territorio? 
 
"Provo ad esprimere tutto con un concetto: “non abbiamo una seconda occasione per lasciare una buona prima impressione”. Il biglietto da visita della nostra città, oltre che dell’intera regione, è l’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme, dove arrivano circa tre milioni di passeggeri all’anno, molti dei quali incontrano lì, per la prima volta, la nostra regione. E’ dunque essenziale che lì la Calabria dia di se stessa una buona “prima impressione”. L’Aeroporto va necessariamente “integrato” alla città ed alla regione, sì che possa diventare il cuore pulsante del rilancio, non soltanto economico e turistico, del nostro territorio. Basterebbe davvero poco e poiché è impensabile “avvicinare” lo scalo aeroportuale alla città va fatta l’operazione inversa, ossia avvicinare lo scalo ferroviario lametino all’aeroporto, sì da connetterlo rapidamente con il sistema ferroviario regionale e nazionale. Le aree disponibili ci sono, manca forse la visione e la volontà politica".