Le "Piccole vite sospese" di Cinthia Caruso saranno presentate a Catanzaro

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La copertina del libro di Cinthia Caruso
  15 ottobre 2020 15:28

di FRANCESCO PARAVATI

Cinthia Caruso è una giornalista vera, formata sul campo, prima a Roma, poi tornata in Calabria durante la bella avventura del Domani, quotidiano di Catanzaro con ambizioni nazionali, dove ha formato tanti ragazzi alla professione del giornalismo. Cinthia, oggi mamma felice ha ancora lo sguardo apparentemente distaccato della giornalista di razza, la calma serafica anche di fronte alle peggio sventure che ti tranquillizza e che in realtà nasconde una lotta di emozioni alla ricerca del Piano B.

Caratteristiche, sensibilità e coraggio misti a un apparente cinismo, che appartengono ai migliori reporter e che ora che dal 2010 è responsabile della comunicazione della Società Italiana di Pediatria e Direttrice di “Pediatria”, magazine della Società Italiana di Pediatria, le consentono di affrontare, temi gravi sofferenti, con uno sguardo quasi scientifico, come nel suo ultimo libro “Piccole vite sospese”. Cinthia torna a casa sua, Catanzaro, a presentarlo, anche se, per via del lutto cittadino proclamato per domani per la morte della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, slitta a data da destinarsi l'appuntamento promosso per venerdì 16 ottobre, alle 17.30, presso la Sala Vincenzo Calderazzo della Provincia, assieme all’associazione Gutenberg il suo viaggio nella PANDAS, a metà tra scienza medica e giornalismo d’inchiesta.

Un libro difficile, scritto benissimo, che parla di storie difficili che nessuno vorrebbe vivere, perché sono storie che possono succedere ai nostri bambini. Un libro che quindi è bene leggere, che ti avvolge l’empatia di storie ai confini della realtà che purtroppo per alcuni sono realtà di tutti i giorni. “Piccole vite sospese” e racconta intervistandoli, facendoli anche sfogare come solo una vera giornalista sa fare, i genitori di bambini affetti dalla sindrome di PANDAS, acronimo di PediatricAutoimmuneNeuropsychiatric Disorder Associated with Streptococcal infection.

La PANDAS è’ una sindrome neuropsichiatrica associata allo streptococco beta-emolitico di gruppo A, identificata per la prima volta nel 1999 da Susan Swedo, ricercatrice del National Institute of Mental Health (Maryland). In alcuni bambini (non si intuisce ancora in quali) colpiti da Streptococco Beta Emolitico di gruppo A si attivi una reazione immunitaria sbagliata per cui gli anticorpi invece di attaccare batteri dello streptococco attaccano il cervello. Le cause del perché ciò avvenga non sono note. L’esordio è rapido/repentino (pochi giorni), ed è concomitante con una faringite o una flogosi delle alte vie respiratorie. 

Piccole vite sospese come quella di Giacomo, 12 anni, il figlio di Chiara,  scienziata della NASA che per prima ha scoperto la sindrome, che una mattina esce di casa normalmente per andare a scuola e dopo poche ore si ritrova ricoverato in un reparto di psichiatria in preda ad allucinazioni (perché la PANDAS è così ha un esordio rapido). O come Francesco, 10 anni e mezzo, che nel giro di pochi giorni finisce in ospedale perché non riesce più a oltrepassare le porte delle stanze della sua casa e si rintananel salone in preda ad ossessioni. Anche Francesco (come Giacomo) sarà scambiato per un caso psichiatrico ma riuscirà a guarire approdando alla giusta diagnosi. Per Alberto, il protagonista della terza storia, la diagnosi arriva molto tardi, alla soglia del passaggio tra età pediatrica e adulta e ancora oggi Alberto lotta ancora contro la sua malattia.La PANDAS si manifesta con tic (ammiccamento degli occhi, movimento delle mani, ruotare i pollici) associati o meno a disturbi ossessivi compulsivi e in alcuni casi a disturbi dell’alimentazione fino all’anoressia e iperattività.