"Scatta la vera "Patrimoniale": ecco la batosta sulla casa". Confedilizia chiede il rinvio del pagamento della rata Imu

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  13 giugno 2020 16:02

Il termine della prima scadenza  (martedì 16 giugno) per versare l'acconto dell'imposta municipale sulla casa è ormai prossimo. Anche se la città di Catanzaro, al pari di quanto avviene in tutto il Paese, non è assolutamente pronta ad affrontare spese di un certo tipo per ovvi motivi (Covid-19). E vi è anche la novità di quest'anno, che è rappresentata dalla nuova IMU, che è il frutto dell'unione tra la vecchia Imu e la Tasi, abolita dalla Legge di Bilancio 2020.

Ad affermarlo è Confediliza Catanzaro, presieduta da Sandro Scoppa, che, per questo motivo, assicura: "Non ci saranno sconti, l'aliquota di base è stata aumentata di un punto per assorbire l'imposta cancellata. E non cambia nulla nemmeno per i versamenti, la cui scadenze sono fissate, per il 16 giugno (acconto) ed il 16 dicembre (saldo o conguaglio)".      

Secondo i calcoli degli esperti, con l'acconto del 16 giugno si verseranno 10,1 miliardi di euro, arrivando a 20,3 miliardi al saldo del prossimo dicembre. In Italia, saranno chiamati ai versamenti oltre 25 milioni di proprietari di immobili diversi dall'abitazione principale (il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati). Più nel dettaglio, il costo medio per una “seconda casa” in provincia sarà di 1.070 euro medi (535 euro da versare con la prima rata di giugno) con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città.  Chi possiede una seconda pertinenza dell'abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) dovrà versare l'Imu/Tasi con l'aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro (28 euro saldo), con punte di 110 euro annui.

"Numerosi sono gli aspetti negativi delle nuova imposta", dicono da Confedilizia, che li riassumono in 5 punti.

1- È stata aumentata dal 4 al 5 per mille l’aliquota “di base” per l’abitazione principale e dal 7,6 all’8,6 per mille quella per gli altri immobili. 2- Viene consentito ad alcuni Comuni (fra i quali Roma e Milano), senza alcuna giustificazione e con dubbia legittimità costituzionale, di raggiungere un’aliquota massima più alta rispetto a tutti gli altri: 11,4 per mille anziché 10,6. 3- Con l’eliminazione della Tasi è stato soppresso l’obbligo per i Comuni di individuare i “servizi indivisibili” e di indicare analiticamente, per ciascuno di essi, “i relativi costi alla cui copertura il tributo è diretto”. In sostanza, l’unica parvenza di service tax, da tutti a parole invocata, è stata eliminata anziché essere rafforzata. Era un modo, sia pur timido, per consentire ai cittadini di controllare un po’ i loro amministratori. Via anche questo". 4- Con la soppressione della Tasi viene scaricato sui proprietari l’intero importo del tributo, prima invece in parte a carico degli occupanti degli immobili, se non utilizzati come abitazione principale. Anche in questo caso, una misura che andava potenziata, per rendere più credibile il concetto di tassa sui servizi, è stata cancellata. 5- Sono state mantenute imposizioni vessatorie come quelle sugli immobili inagibili e su quelli non utilizzati e privi di mercato per assenza di inquilini o acquirenti.

Insomma, la casa ci costerà cara. Teoricamente, però, la stangata economica si sarebbe potuta e si può ancora evitare. E a tale proposito Confedilizia Catanzaro ha rivolto l’invito all’Amministrazione comunale di Catanzaro a rinviare il termine per il pagamento della prima rata oppure a stabilire che, in caso di versamento successivo all’ordinaria scadenza, non si applichino sanzioni e interessi.

È necessario tenere conto che l'Imu può essere pagata o con i redditi provenienti dal bene colpito (è il caso degli immobili dati in locazione) o con redditi di altra natura, generalmente quelli da lavoro. In un periodo di eccezionale crisi come questo, però, entrambe le fonti di entrata sono spesso venute a mancare o si sono fortemente ridotte, provocando nei proprietari una situazione di grave difficoltà economica.

"L'appello al Comune si è reso necessario per l’assenza di qualsiasi decisione da parte del Governo su un problema che avrebbe dovuto essere considerato almeno in questo momento così difficile per le famiglie della Città", dice  Confedilizia Catanzaro, che confida "in un positivo riscontro, anche quale concreta attenzione verso i proprietari, i quali sono stati fortemente penalizzati dalla pandemia e dal blocco delle attività. Non diversamente peraltro dai conduttori e dagli esercenti, per i quali sono state invece invocate misure straordinarie, sovente a discapito dei medesimi proprietari".