Cassano, la Corte dichiara la candidabilità di Garofalo e conferma quella dell'ex sindaco

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La Corte d'Appello e Procura di Catanzaro
  22 luglio 2019 11:19

L’ex sindaco di Cassano allo Ionio Papasso Giovanni e l’ex consigliere comunale Luciano Gaetani restano candidabili, insieme a loro potrà esserlo anche l’ex presidente del Consiglio comunale Luigi Garofalo. È quanto ha deciso la Corte di Appello di Catanzaro respingendo il ricorso del Ministero dell’Interno contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Castrovillari del 19 novembre 2018 che aveva respinto la richiesta di dichiarazione di incandidabilità dei primi due, accogliendola soltanto la seconda. Ora, questa è la novità, viene meno anche per Luigi Garofalo, difeso dagli avvocati Giancarlo Pompilio e Claudia Parise.

Il comune di Cassano è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel novembre del 2017. Scioglimento che è stato confermato sia dal Tar e sia, giusto un mese fa, dal Consiglio di Stato.

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Le ragioni per cui il Tribunale di Castrovillari aveva disposto l’incandidabilità di Garofalo riguardavano essenzialmente la gestione societaria della Garofalo group (oggetto di interdittiva antimafia) e i contratti della stessa con il comune. La Corte di Appello non riconosce la sussistenza di queste “presunzioni” alla luce degli atti prodotti nel corso del procedimento. «Il fatto che i contratti e gli incarichi riportati nella relazione prefettizia siano stati, in buona parte, instaurati o conferiti prima dell'insediamento del consiglio comunale a seguito delle elezioni del 5.6.2016 e, sempre in parte, gestiti dal Commissario Prefettizio in carica in quel momento, porta a presumere – scrivono i giudici- che i rapporti tra l'ente pubblico e la società siano nati senza che il Garofalo potesse esercitare alcuna influenza sulle procedure di aggiudicazione degli appalti». E l'interdittiva antimafia «è intervenuta il 10.5.2016, dopo la cessione delle quote tra il Garofalo e le sorelle e non riporta alcuna indicazione che possa far risalire alcuna responsabilità allo stesso Garofalo Luigi». (g.r.)

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