
Inclusione, accoglienza, gratitudine, tempo e pazienza. Sono stati questi i temi al centro della bellissima manifestazione di saluto, che ha concluso il triennio dei bambini uscenti della Scuola dell’Infanzia Rodari, Sezioni Rossa e Fucsia del plesso dell’I.C. Patari Rodari Pascoli Aldisio di Catanzaro. “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più… “, “Con gli occhi al cielo, per ogni attimo, con tutto il cuore, con tutta la voce… Grazie!!!” i brani che hanno cantato i piccoli di età compresa fra i cinque e i sei anni, pronti per avviarsi, forti di questi preziosi valori e semi fondanti, alla scuola Primaria, dove continueranno a crescere e a formarsi per la vita.

Ma il forte e gioioso messaggio di gratitudine per le loro Maestre: Carmen Tripodi, Giusy Alfieri, Mariuccia Micaletto, Daniela Cannistrà, Stefania Curcio e Angela Scozzafava, che li hanno accolti fin da piccoli e supportati con amore nelle prime importanti scoperte, i bambini della scuola dell’Infanzia Rodari lo hanno intonato con tutto il cuore prima di salutarle, in un salone gremito di genitori emozionati e felici, alla presenza della Dirigente Anna Maria Rotella e della fiduciaria di plesso, Deborah Casaburi. “Un privilegio per noi, per le nostre Maestre poter accompagnare i vostri bambini in una fase così formativa della loro età evolutiva - ha affermato la Dirigente Rotella - di cui il saggio di stamattina è solo un piccolo pezzo in un grande puzzle. Un grazie a tutti voi, alle nostre insegnanti e ai piccoli che come sempre ci emozionano e ci regalano grandi soddisfazioni, facendoci ogni giorno sperare in un domani migliore. Noi, insieme a voi, non possiamo che gettare solide basi!”.
Un diploma colorato, tanta musica e la consegna ufficiale a ciascun piccolo “studente” di un originale copricapo a forma di clessidra, hanno concluso l’allegra e toccante mattinata, ricca oltre che di tante emozioni, anche di importanti spunti di riflessione. Uno su tutti: la clessidra segna il tempo che passa, ci insegna che il tempo è prezioso; che non si può accelerare, nè forzare; che non va sprecato; che l’infanzia è un dono di cui far tesoro, rallentando e lasciando perdere qualche incombenza del mondo adulto, per camminare al suo fianco.
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