Catanzaro, "Libri e Bollicine" accende i riflettori sulla violenza di genere con Caterina Nero

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Da sinistra: Salvatore Sangiuliano, Stefania Mandaliti, Gioia Chiatante, Caterina Nero, Stefania Abbruzzo, Giuseppina Pino, Margherita Corriere, Michele Varcasia, Rosaria Laporta

  29 novembre 2025 09:50

di IACOPO PARISI

La violenza di genere è stata al centro del nuovo appuntamento della XI edizione di “Libri e Bollicine”, il format ideato da Salvatore Sangiuliano e promosso da Annozero Eventi. All’Hotel Guglielmo di Catanzaro, il progetto ha confermato la sua capacità di affrontare temi sociali complessi attraverso il dialogo tra autori, professionisti e realtà territoriali. L'incontro, moderato dalla giornalista Stefania Abbruzzo e organizzato in collaborazione con l’Associazione di Volontariato “Centro Ascolto Stella del Mare” di Catanzaro, patrocinato dal MOICA Regione Calabria e dall’AMI – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, Distretto di Catanzaro, ha ospitato la presentazione del libro di Caterina Nero, L’amore non uccide.

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È la voce di una donna che porta dentro un dolore antico, familiare, e che negli anni ha scelto di trasformare in testimonianza e impegno civile. Nel presentare il libro, l'autrice ha chiarito come il suo legame con la tematica della violenza affondi le radici in una storia familiare che ha segnato profondamente la sua crescita. Il volume ripercorre sessant’anni di casi avvenuti nella piana di Lamezia Terme, a partire dall’omicidio di suo zio, avvenuto nel 1966 per mano di una donna. Un episodio particolare rispetto ai casi più diffusi oggi, ma ugualmente connesso a dinamiche di gelosia e possesso.

Caterina Nero spiega che il suo coinvolgimento non nasce solo dalla memoria di quell’evento, ma da una riflessione maturata negli anni a partire da un punto fermo: il dolore di chi perde una persona “uccisa da chi diceva di amarla” è un dolore che non si esaurisce, che accomuna molte famiglie e che impone di interrogarsi sul significato reale delle parole amore e rispetto. Da questa consapevolezza nasce il titolo del libro.  A quell’evento originario si sono poi aggiunte altre vicende che l’hanno toccata da vicino, come quelle di Adele Bruno e Loredana Scalone, giovani vittime di femminicidio nel territorio lametino. Questi casi hanno rafforzato la sua decisione di trasformare la sensibilità maturata nel tempo in un percorso concreto. L'autrice ha scelto quindi  di fondare l’associazione Per Te, che oggi opera sul territorio con attività di sensibilizzazione, prevenzione e supporto. Il libro rappresenta così la sintesi di un itinerario personale e professionale che unisce memoria, analisi e impegno quotidiano.

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Un impegno che si collega direttamente al lavoro svolto dai centri di ascolto e dalle realtà che operano a sostegno delle vittime. A sottolinearne il valore è stata Stefania Mandaliti, presidente dell'associazione "Centro Ascolto Stella del Mare": “È importante che ci sia un impegno costante. La nostra realtà punta a una campagna di sensibilizzazione della cultura della non violenza, soprattutto nelle tre agenzie educative che sono la famiglia, la scuola e la società. Vogliamo far capire alle donne che non sono sole e che qui, sul territorio, ci sono centri di ascolto pronti ad aiutarle.

Margherita Corriere, avvocata e presidente AMI del distretto di Catanzaro, ha sottolineato la necessità di un intervento strutturale: “La tutela dei diritti fondamentali impone un cambio culturale. Dobbiamo ripartire dalle scuole, dalle famiglie. Non possiamo più lasciare nulla al caso: serve una nuova educazione al rispetto dell’altro”.

Una posizione che trova piena convergenza nell’intervento di Giuseppina Pino, avvocata del foro di Catanzaro e già coordinatrice dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere. Ha richiamato l’importanza di investire sull’educazione fin dall’infanzia per costruire una cultura del rispetto e della parità, sottolineando poi la necessità di essere presenti accanto alle donne nel momento più delicato: la denuncia. “Essere accanto alle donne ogni giorno significa sostenerle soprattutto quando denunciano. Nessuna deve avere la sensazione di essere sola. Intorno a loro esiste una rete che protegge, accompagna e segue lungo tutto il percorso”.

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Sul valore del lavoro integrato si è soffermato Michele Varcasia, responsabile comunicazione AMI: “L’evento rientra in un percorso di formazione e informazione che coinvolge professionisti diversi. La multidisciplinarietà è fondamentale per affrontare un fenomeno complesso come la violenza di genere”.

A completare il quadro, i contributi della psicologa Gioia Chiatante e dell’avvocata Rosaria Laporta, che hanno arricchito il dibattito con riflessioni tecniche e umane.

“Libri e Bollicine” conferma quindi la propria vocazione: utilizzare il libro come strumento di analisi e discussione su temi di rilevanza sociale, integrando competenze e realtà associative. La collaborazione tra mondo culturale, terzo settore e professionisti del territorio resta uno degli elementi distintivi del format, destinato a rinnovarsi ulteriormente a partire dalla prossima edizione.

 


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