Catanzaro. Sanità, giovedì 22 luglio sciopero regionale per i "Precari Covid"

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I precari del Pugliese in sciopero davanti la cittadella

Lo sciopero generale è previsto per le ore 10.30 presso la cittadella regionale. Si scende in piazza per salute, lavoro e dignità.

  14 luglio 2021 19:36

L’Usb Calabria pubblico impiego indice per giovedì 22 luglio (10.30 c/o cittadella regionale) lo Sciopero regionale del settore pubblico della sanità, non soltanto per la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori, ma per rivendicare un diritto alla salute e alle cure per tutte/i le/gli abitanti della nostra regione.

Uno sciopero che vuole la proroga immediata per quei 1500 “eroi/angeli/santi” - come sono stati definiti da politici, dirigenti e amministrazioni i medici, infermieri, operatori  - al lavoro durante l’emergenza pandemica, a cui il contratto di lavoro scade a fine Luglio.

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È uno sciopero per i diritti di lavoratrici e lavoratori ma anche contro. Contro la classe politica dirigenziale, i tecnici e l’amministrazione regionale.

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Contro ‘ndrangheta e massoneria che sulle spalle della cittadinanza hanno sempre mangiato, lucrando dall’accreditamento delle strutture private e esternalizzando servizi. Contro la migrazione sanitaria, sia delle figure professionali che delle/dei pazienti.

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È uno sciopero per chiedere che i finanziamenti europei erogati per la Calabria siano spesi per migliorare la rete e le strutture sanitarie pubbliche su tutto il territorio regionale.

Perché se questi fondi non vengono destinati concretamente al finanziamento della salute pubblica, non potranno essere assunte o stabilizzate nuove lavoratrici e lavoratori, medici, infermieri, Oss. Le liste d’attesa da sempre chilometriche, quadruplicate in tempo di pandemia, saranno ingestibili; non potranno essere riaperti i presidi e le strutture ospedaliere chiuse (18 negli 11 anni di commissariamento)  e non si potrà in alcun modo sostenere e implementare la medicina territoriale, condannando di fatto le/i calabresi a subire una sanità che non rispetta i LEA, che abbassa la prospettiva di vita media e che costringe alla fuga le e i pazienti.

"Invitiamo tutte/i le/i calabresi a scendere in piazza perché la tutela del diritto alla salute è inscindibile dalla tutela del diritto dei quelle persone che nella sanità ci lavorano. -si legge nella nota a firma di USB Calabria- 

Scendiamo in piazza per:

La proroga dei contratti delle 1500 lavoratrici e lavoratori sanitari dell’emergenza Covid;

Un piano di stabilizzazione e la conversione dei contratti co.co.co in contratti veri, che tutelino chi lavora.

Nuove assunzioni; la riapertura di ospedali e strutture chiuse; l’aumento dei posti letto in tutta la regione; il rafforzamento della medicina territoriale; l’internalizzazione di tutte le  cooperative che si occupano di servizi sanitari e ospedalieri; il ripristino dell’indennità per i medici di continuità assistenziale-emergenziale; aumento dei finanziamenti per la rete di emergenza/urgenza".

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