L'Avvocatura nell'era dell'IA: a Cosenza il confronto tra accademia, professionisti e istituzioni sulle sfide del futuro

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Da sinistra: Tagarelli, Rubino, Arabia, De Luca, Masi

  09 giugno 2026 08:46

'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per il mondo delle professioni o un rischio per la formazione e l'identità stessa dell'Avvocato? È attorno a questo interrogativo che si è sviluppato il partecipato confronto promosso da AIGA Cosenza, che ha riunito autorevoli esponenti del mondo accademico, dell'Avvocatura, delle istituzioni e dell'associazionismo forense per discutere una delle questioni più attuali e decisive per il futuro della professione.
 
Più che un classico convegno, l'iniziativa ha rappresentato un momento di riflessione collettiva sulle
trasformazioni che l'innovazione tecnologica sta già producendo nel settore giuridico e sul ruolo che
l'Avvocatura sarà chiamata a svolgere nei prossimi anni.Una sfida che AIGA Cosenza ha scelto di affrontare promuovendo il dialogo tra competenze, esperienze e sensibilità diverse.
 
L'iniziativa si inserisce nel percorso avviato sotto la guida del Presidente Giuliano Arabia, che ha
puntato a fare di AIGA Cosenza un interlocutore autorevole nel dibattito sui temi destinati a incidere sul futuro dell'Avvocatura, favorendo il dialogo tra professioni, mondo accademico e istituzioni. Dopo i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza, Claudio De Luca, del Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell'Università della Calabria, Franco Ernesto Rubino, della Coordinatrice della Consulta delle Istituzioni e delle Associazioni Forensi, Ornella Nucci, e della Coordinatrice AIGA Calabria, Giovanna Zampogna, il dibattito è entrato nel vivo.
 
Il Prof. Andrea Tagarelli, Ordinario di Ingegneria Informatica presso l'Università della Calabria, ha illustrato le potenzialità dell'intelligenza artificiale applicata al settore legale, soffermandosi al contempo sui rischi e sulle criticità derivanti da un utilizzo inconsapevole di tali strumenti
 
Di particolare interesse anche l'intervento dell'Avv. Roberto Le Pera, Presidente della Camera Penale di Cosenza, che ha richiamato l'attenzione sulla centralità dello studio, dell'approfondimento, dell'esperienza nella formazione dell'Avvocato, manifestando riserve rispetto all'utilizzo di strumenti legati all'intelligenza artificiale in un percorso professionale che richiede preparazione, sacrificio e competenze. Una riflessione che ha riportato al centro del dibattito una convinzione condivisa da tutti i relatori: nessuna tecnologia potrà mai sostituire il valore del giudizio umano, della sensibilità e della
responsabilità professionale. L'Avv. Rosa Masi ha affrontato i delicati profili etici e deontologici legati all'impiego dell'intelligenza artificiale nell'esercizio della professione, mentre l'Avv. Valerio Zicaro, componente della Commissione per la redazione del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici, ha
offerto una riflessione sulle prospettive di utilizzo dell'IA nel processo amministrativo e nel settore
pubblico, evidenziando le implicazioni che l'innovazione tecnologica è destinata ad avere sull'attività degli operatori del diritto.
A completare il confronto è stato il focus pratico curato da Lorenzo Maccione per Lexroom, dedicato alle applicazioni concrete degli strumenti di intelligenza artificiale nell'attività professionale quotidiana. Dal confronto è emersa una sintesi chiara: l'intelligenza artificiale è destinata a diventare sempre più presente nell'attività degli studi legali e nell'organizzazione del lavoro professionale. Potrà
rappresentare un importante strumento di supporto, ma non potrà mai sostituire ciò che rende unica
la funzione dell'Avvocato: la capacità di interpretare la complessità, assumersi responsabilità, comprendere le persone e tutelarne i diritti. 
"L'intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura, ma una realtà che sta già cambiando il volto delle professioni. Di fronte a questa trasformazione, l'Avvocatura non può restare spettatrice: deve comprenderla, approfondirla e governarla. Aver messo attorno allo stesso tavolo mondi diversi. Università, professionisti, istituzioni e associazioni hanno dialogato senza pregiudizi, offrendo punti di vista differenti ma complementari. Credo che sia proprio questo il compito di un'associazione come AIGA: creare occasioni di confronto sui temi che segneranno il futuro della professione" ha detto il presidente Arabia. 
 
"Il vero tema non è scegliere tra innovazione e tradizione. La sfida è fare in modo che l'innovazione
proceda senza perdere di vista i valori che caratterizzano la nostra professione. L'intelligenza
artificiale potrà - al più - aiutarci ad essere più efficienti, ma non potrà mai sostituire le
competenze, il giudizio critico, l'etica, la responsabilità e l'umanità dell'Avvocato"


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