La denuncia de I Quartieri: "Sulla perimetrazione di Germaneto e Giovino non tutto è stato lineare"

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images La denuncia de I Quartieri: "Sulla perimetrazione di Germaneto e Giovino non tutto è stato lineare"
Alfredo Serrao
  19 luglio 2019 10:21

L'associazione I Quartieri ha messo nel mirino l'atto di perimetrazione delle aree di Germaneto e Giovino.  In una lettera-denuncia parlano di "deviazioni da un percorso lineare" e muovono numerosi dubbi sulla legittimità della determina del luglio 2018 firmata prodotta da Edilizia privata Sue e Urbanistica. Ne avevamo parlato già in due circostanze (qui) e (qui). La missiva del presidente dell'associazione Alfredo Serrao è indirizzata al sindaco Sergio  Abramo e per conoscenza al presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni,  all’assessore all'Urbanistica Modestina  Migliaccio, al   segretario generale e Responsabile Anticorruzione Vincenzina Sica e al  Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri. 

 

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«La recenti modifiche apportate in sede di Consiglio Regionale sulla legislazione urbanistica, impongono a questa Amministrazione di fare chiarezza sull’oggetto della presente nota. La perimetrazione delle aree di Germaneto e Giovino, alla quale si collega l’applicazione del Piano Casa è un atto che non può sfuggire da una visione generale e che, soprattutto non può e non deve sfuggire - premette l'associazione- da una consolidata trasparenza nella costruzione degli atti, che sono e restano una volontà complessiva e distinta da qualche atto meramente di ordine burocratico».

«In questa vicenda - accusa Serrao- troppe sono le possibili deviazioni da un percorso lineare, come peraltro ha avuto modo di evidenziare, qualche giorno addietro l’Ufficio Controlli Interno, che nel giudicare le performance degli uffici comunali fino tutto il 2018, ha giudicato questa pratica, affidata all’Edilizia Privata ed alle Sue “non eseguita”, cosa peraltro certificata da un atto di giunta comunale. Si apre a questo punto una riflessione, di ordine amministrativo e contabile, che partendo dalla certificazione della giunta comunale dei non raggiunti “obiettivi” dovrebbe sciogliere il nodo e chiarire se questi obiettivi, in genere a favore dei quadri dirigenti, sono stati o meno liquidati e, in caso affermativo, in che termini e modi si procederà alla rettifica ed alla restituzione di compensi non dovuti, perché come evidenziato riguardano pratiche “non eseguite”».

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«Altra riflessione che invece spazia nel tempo, visto che il non raggiungimento degli obiettivi, nasce presumibilmente - è l'interpretazione de I Quartieri- da una forzatura dell’assessore all’Urbanistica che in data 07/11/2017 con nota protocollo 103313, chiedeva ai dirigenti del Settore Urbanistica e del Settore Edilizia Privata, l’emissione di una “direttiva interpretativa”, che stabilisse i criteri di perimetrazione delle aree di Germaneto e Giovino a corredo e completamento del Piano Casa approvato con delibera del Consiglio Comunale. Resta la certezza - prosegue Serrao- che il non raggiungimento degli obiettivi e quindi la bocciatura delle performance, sia probabilmente legato all’impossibilità di procedere, come si è fatto con determina dirigenziale, ad un atto che è e resta di specifica competenza del Consiglio Comunale, in quanto di fatto integra, modifica e varia quello che si collega al P.R.G. di cui il Piano Casa è comunque parte».

«Qualora fosse in questi termini il problema, ci chiediamo - incalza l'associazione- cosa possa essere questa direttiva-interpretativa, se non una mera forzatura in termini burocratici di un diritto che risiede esclusivamente alla volontà del Consiglio Comunale, fatto salvo i possibili risvolti di ordine legale che restano nell’obbligatorietà dell’azione penale, che questa Amministrazione dovrebbe segnalare, qualora ne verificasse, visto che l’ha certificato, l’esistenza…»

«Se è così, come sembra, allora la direttiva-interpretativa richiesta dall’assessore Migliaccio e poi tramutata con determina dirigenziale nel mese di Luglio 2018 dai dirigenti sollecitati dalla stessa, sarebbe - ipotizza Serrao- un atto quantomeno illegittimo, come peraltro lo era già al momento della sua pubblicazione all’Albo Pretorio, dove la determina non era corredata dalle relative mappe, che ne sono parte integrante e sostanziale, sulle quali tracciando una linea, si consente o meno di edificare e si valorizza o meno un patrimonio di terreni, che diventano edificabili o meno. Se poi tutto questo viene espropriato immotivatamente e probabilmente contra legem, nel segreto delle stanze dell’Assessorato all’Urbanistica in danno dei cittadini catanzaresi che sono rappresentati e se si vuole, anche tutelati, dal Consiglio Comunale, allora - chiosa l'associazione- il possibile danno è compiuto, per come si è compiuta – probabilmente – un azione che ha bisogno della verifica e del controllo non solo degli organi interni all’Amministrazione Comunale di Catanzaro, siano essi amministrativi o politici, quanto di quello che è in capo alla Magistratura, sia essa penale e contabile».

 

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