Robbe: "Individuato un percorso per gli ex percettori di mobilità"

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L'ex assessore regionale a Welfare e Lavoro, Angela Robbe
  30 luglio 2019 14:43

"Dopo una attenta ricognizione delle risorse e verifica delle compatibilità, vengono risolte le questioni relative alle esigenze finanziarie e alle modalità con cui dare prosieguo alle esperienze sulla scia di quanto concordato con le rappresentanze sindacali, ed accogliendo le tante richieste degli Enti locali". Lo afferma una nota
dell'ufficio stampa della Giunta regionale.

"Tutto ciò - prosegue la nota - è avvenuto per come previsto
dagli accordi siglati tra l'assessorato e Cgil, Cisl e Uil, con
una proficua e costante interlocuzione avuta nei giorni scorsi e
in particolare nelle riunioni del 15 luglio scorso e seguenti. Nelle settimane scorse, in merito alla possibilità di rinnovare le attività per gli ex percettori di mobilità in deroga, l'assessore al Lavoro Angela Robbe aveva già ribadito di essere al lavoro per l'individuazione tanto delle risorse necessarie a procedere quanto a trovare le modalità possibili per dare prosecuzione alle attività che, vista la non replicabilità dei
tirocini, devono avere modalità differenti".

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"L'individuazione di questo percorso - afferma l'assessore
Robbe - si concretizza sulla scorta delle indicazioni e della
volontà politica espressa dal presidente della Regione Mario
Oliverio di non lasciare tante persone senza nessun sostegno al
reddito. Stigmatizziamo, pertanto, l'allarmismo diffuso legato a
troppe informazioni non veritiere di questi ultimi giorni di chi
ha speculato sulla disperazione dei tirocinanti, sottolineando
il costante impegno nella ricerca di percorsi sostenibili e
praticabili intesi anche alla professionalizzazione, alla luce
delle normative vigenti, condivisi da anni dalla Regione e Cgil,
Cisl e Uil, a partire dall'accordo istituzionale del dicembre
2016 che ha cercato alternative sostenibili a fronte della
conclusione dell'esperienza della mobilità in deroga che avrebbe
lasciato senza reddito e prospettive migliaia di famiglie, e
come non possa in alcun modo essere messa in dubbio la ferma
volontà di parte della Giunta Regionale di garantire quel minimo
sostegno al reddito ai tirocinanti calabresi. Voci destituite di
fondamento che, però, hanno irresponsabilmente soffiato sulla
disperazione di tanti calabresi che, invece, la Regione sta
cercando di tutelare anche con forte impegno di risorse proprie.
Resta aperta la questione del futuro per i tanti ex percettori
di mobilità in deroga come per gli altri tirocinanti. Per
affrontare questa situazione in una prospettiva più ampia
infatti occorre necessariamente un confronto con il livello
governativo, per trovare una soluzione che vada oltre il limite
temporale dei dodici mesi e tenga conto delle esigenze delle
oltre cinquemila persone che in Calabria non hanno più un lavoro
e rischiano di non trovarne altri se non si concordano, al
livello istituzionale e d'intesa con le rappresentanze
sindacali, aree di attività nelle quali ci sono spazi ed
opportunità occupazionali. Infatti rimane difficilmente
risolvibile un problema che, per dimensioni e impatto, vuole il
coinvolgimento delle parti nazionali. Del resto era un problema
nazionale in origine e come tale è stato trattato, invece oggi
la Regione da sola si sta caricando da un punto di vista
economico le questioni del precariato, delle vertenze e delle
crisi senza che il Governo si preoccupi di rendersi parte attiva
e interessata alla gestione dei problemi del lavoro. Anche le
politiche attive del lavoro, adottate in larga misura dalla
Regione e con grande utilizzo di risorse comunitarie, rischiano
di non avere senso se non fanno da ponte verso opportunità
lavorative reali che si costruiscono a partire dalla
individuazione di una strategia comune delle Istituzioni che
devono individuare aree di opportunità occupazionale
nell'esigenza, anche questa condivisa con Cgil, Cisl e Uil, di
una forte sinergia tra le istituzioni affinché si possa
realizzare un Piano straordinario per il Lavoro in Calabria, che
possa affrontare alla radice la mancanza atavica di lavoro nella
nostra regione".

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"Senza una intesa tra Regione e Governo, come nel passato è
avvenuto quando si è trattato di risolvere situazioni di grande
portata - conclude l'assessore Robbe - sarà difficile trovare
soluzioni capaci di dare una prospettiva alle persone che
vengono da percorsi di fuoriuscita dal lavoro. Purtroppo,
nonostante i tentativi esperiti dalla Regione e condivisi con le
rappresentanze sindacali, di portare la questione degli ex
percettori in deroga, e più in generale dei tanti soggetti
impegnati nelle politiche attive messe in campo dalla Regione
Calabria, sui tavoli nazionali si registra una sostanziale
disattenzione e indifferenza al tema da parte del Governo che
evidentemente non ritiene il lavoro nel Mezzogiorno tra i temi
prioritari della sua agenda mentre invece dovrebbe essere tra le
questioni centrali per un Paese che vuole uscire dalla crisi
economica e sociale in cui versa".

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