Sant'Anna Hospital. Arriva la richiesta di cassa integrazione per 240 persone. Cigl, Cisl e Uil incontrano il commissario Latella

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Sant'Anna hospital di Catanzaro
  04 gennaio 2021 17:20

La sorte del Sant'Anna Hospital, ad una settimana dalla sospensione delle attività, e nel giorno in cui i vertici aziendali richiedono la cassa integrazione per 240 dipendenti, è stata al centro dell'incontro tra una delegazione di Cgil, Cisl e Uil e il prefetto Luisa Latella, alla testa della commissione prefettizia che guida l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. L'incontro arriva dopo la richiesta espressamente avanzata dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e dalla delegata aziendale che lo scorso 23 dicembre ha inoltrato una lettera ai vertici dell'Asp.

“La crisi di un’eccellenza sanitaria non può pagarla chi lavora: se è dovuta alla cattiva gestione si deve dare la possibilità di reintegrare nel pubblico il servizio d’eccellenza e garantire così i livelli occupazionali”, hanno ribadito i rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti che hanno interloquito con il prefetto Latella, dimostrando la massima disponibilità nel rispondere agli interrogativi e ai dubbi avanzati sulla vertenza.

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“Il prefetto Latella ci ha assicurato che al vaglio della commissione c'è una soluzione per la salvaguardia del livello occupazionale. Per quanto riguarda l’accreditamento è stato sottolineato che l'Asp non ha competenza perché è compito della Regione rilasciarlo. L'Asp in sostanza si è accorta che l'accreditamento era scaduto dal 2017 e non era mai stato rinnovato. In base alle competenze proprie dell'Azienda, è stata data l’autorizzazione a lavorare come clinica privata, sollecitando più volte la Regione a esprimersi: in assenza di questo passo, il contratto non può essere firmato perché questo atto disciplina le prestazioni da rendere all’Asp per conto del Servizio sanitario regionale. Per come ci è stato riferito, quindi, la Regione deve comunicare se la clinica Sant'Anna è inserita o meno nel Servizio sanitario nazionale. Il dovuto del 2020 non è stato liquidato proprio perché l'Asp non ha potuto sottoscrivere il contratto. Quello che chiediamo – si legge ancora nella nota di Cgil, Cisl è Uil – è che a questo punto la Regione e la struttura commissariale si esprimano al riguardo e assieme all'Asp si lavori ad una soluzione realizzabile in concreto per salvaguardare i livelli occupazionali e il diritto alle cure per centinaia di pazienti che altrimenti si troverebbero costretti a migrare, o ad ingrossare le liste d'attesa delle altre strutture. Tra le soluzioni possibili ci potrebbe essere anche una gestione commissariale della Sanità pubblica a cospetto di questa struttura privata d'eccellenza, come è successo in realtà come quelle del sistema sanitario del Lazio,. Attendiamo quindi di essere riconvocati a stretto giro di posta – concludono Cgil, Cisl e Uil – come assicurato dal prefetto Latella, che ringraziamo per la consueta disponibilità”.

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