Spiragli di luce per il gioco pubblico dopo la crisi della pandemia

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  22 dicembre 2020 18:45

Il gioco pubblico italiano, già di per sé piegato, è stato messo in ginocchio dalla crisi sanitaria mondiale. Tanto è bastato per rimettere al centro del dibattito il tanto discusso e bistrattato tema del riordino dell’intero settore, con il mondo politico che si è impegnato a trovare soluzioni.

Da tempo immemore si sente il bisogno di resettare il tutto e mettere ordine in un settore che presenta urgenze e necessità. Con la crisi da Covid-19 sono emersi ancora di più tanti lati oscuri, stavolta notati dalle Istituzioni.

Anomalie, criticità, assurdità, tutto ignorato per anni. Intanto si è lasciato il settore in preda al crimine organizzato, all’evasione fiscale, e via dicendo fino a che non è saltato tutto l’equilibrio costituito. Questo è quanto emerso dall’analisi degli esperti di  Giochi di Slots.

Ora nell’Italia post-Coronavirus il gioco sembra trovare una centralità mai avuta prima d’ora, in ogni territorio, sia esso calmo, sia esso ostile come l’Abruzzo o il Piemonte. Proprio in quei territori in cui il gioco è visto con maggior ostilità si è giunti all’ammissione delle difficoltà per tutto il settore.

Difficoltà che si traducono in danni, anche sul fronte economico-lavorativo. A rischio è tutto un tessuto industriale ed aziendale che comprende al suo interno migliaia e migliaia di lavorati e dipendenti, oltre che imprese sane che rischiano di collassare dalla sera alla mattina.

Si è detto no allo scontro, in un momento particolarmente critico che ha reso necessario un passo delle Istituzioni nei confronti del gioco. Oggi, il settore riceve quasi un trattamento pari, se non altro simile, ad altri. Resiste, a rigor di logica, qualche pregiudizio ma il buonsenso stavolta pare aver preso piede.

Resiste qualche fronte di opposizione: i locali da gioco, in questa versione soft del lockdown autunnale, sono stati chiusi senza alcuna valutazione scientifica. Ma va accolta positivamente l’entrata del settore gioco nel Decreto Ristori tra i beneficiari dei ristori scelti proprio dall’Esecutivo.

Più in generale il gioco pubblico è finito al centro del dibattito, anche in Parlamento. Si mira alla ricostruzione di un settore e alla sua riorganizzazione, dopo la crisi pandemia. Da qui nascono anche delle proposte: su tutte quella del regolatore di far slittare le gare per il rinnovo delle concessioni per i prossimi 24 mesi.

Il tema del riordino poi solleva un’altra questione, quella territoriale. Grazie alla pandemia, che ha convertito anche il fronte intransigente, i tempi paiono essere finalmente maturi e giusti per procedere in una direzione che tenga conto di tutti gli interessi del caso.

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