Il Consorzio di Bonifica chiede 51mila euro al Comune di Siderno (sciolto per mafia). Il Tar vuole altri documenti

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Comune di Siderno

Il Tar di Reggio chiede gli atti sui mancati versamenti per la fornitura idrica. Secondo la relazione del Ministero dell'Interno, il Comune di Siderno - il cui scioglimento per 'Ndrangheta è stato confermato pochi giorni fa dal Consiglio di Stato - presentava tra l'altro "gravi inefficienze nell'attività di riscossione delle entrate tributarie con conseguente scarsa capacità di fare fronte alla spese correnti".

  30 giugno 2020 09:53

di PAOLO CRISTOFARO

E' di qualche giorno fa la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato lo scioglimento per 'Ndrangheta del Comune di Siderno (RC). A distanza ravvicinata da quella sentenza, tra le tante problematiche conseguenti che affliggono l'Ente, sembrerebbero esserci ancora debiti sospesi relativi a diversi anni fa. E' di oggi un'ordinanza, emessa dal Tar di Reggio Calabria (presidente: Caterina Criscienti; estensore: Antonino Scianna), con la quale vengono chiesti gli atti relativi alle forniture idriche per le quali, con un ricorso, il Consorzio di Bonifica dell'Alto Ionio Reggino, lamenta ancora un debito, da parte del Comune, di circa 51mila euro, più interessi e spese accessorie.

Non si tratta di una questione del tutto nuova, essendo il ricorso scaturito da un decreto ingiuntivo, del Tribunale di Reggio Calabria, del 17 giugno 2015, arrivato presso gli uffici dell'Ente proprio in concomitanza con le elezioni amministrative di quell'anno, che al Comune hanno portato il sindaco Pietro Fuda, in carica fino allo scioglimento per 'Ndrangheta nell'agosto 2018, tre anni più tardi. Il Consorzio, difeso dall'avvocato Antonino Battaglia, ha lamentato, a suo avviso, "l'incompleta esecuzione di quel decreto ingiuntivo", di un valore complessivo di 110mila euro, dei quali, stando ai ricorrenti, mancherebbero ancora, appunto, 51mila euro.

L'Ente non si è costituito in giudizio e così la causa è passata in decisione. Ma per il Tar di Reggio la documentazione fornita dal Consorzio non basta per stabilire se, rispetto alle annualità indicate, siano state o meno versate tutte le somme. L'amministrazione comunale, già nel 2013, aveva dichiarato il dissesto. Per il Tar "è necessario acquisire la documentazione indicata (entro 20 giorni) per poter scrutinare la domanda del Consorzio ricorrente e stabilire, effettivamente, se e quanto manchi per saldare totalmente quel debito. Si attendono gli sviluppi della vicenda amministrativa.