Rinascita Scott. Falsa partenza alla prima udienza: il giudice Macrì si astiene e rinvia per la riunione con gli altri filoni

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images Rinascita Scott. Falsa partenza alla prima udienza: il giudice Macrì si astiene e rinvia per la riunione con gli altri filoni

  13 gennaio 2021 17:31

di EDOARDO CORASANITI

Un fiume di macchine, uomini e donne con ogni ruolo: magistrati, avvocati, imputati, giornalisti, infermieri, poliziotti, carabinieri, militari, agenti di sicurezza. A 13 mesi da quando il mondo ha conosciuto “Rinascita Scott”, inizia oggi il processo (con rito ordinario) che porta in aula 330 imputati e coinvolti nel maxi-blitz contro le cosche di ‘ndrangheta del Vibonese e dei presunti referenti istituzionali, politici, economici e della massoneria deviata. L’evento è nell’aula bunker di Lamezia Terme, adibita appositamente per questo processo e voluta dalla Procura di Catanzaro e la Corte d’Appello. Altri 91 imputati hanno optato per il rito abbreviato e il processo proseguirà il 27 gennaio, sempre a Lamezia. I numeri sono da capogiro per l'indagine che a dicembre 2019 ha portato a 334 arresti e a giugno alla richiesta di rinvio a giudizio di oltre 470 persone: oltre 200 misure cautelari, dall'inizio del procedimento, sono stato modificate dal Tdl, Appello cautelare e Cassazione. 

L’organizzazione è scandita in ogni fase, dall’arrivo alla fine. Presente il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che prima dello start ai giornalisti dice che “questo processo è importante per tanti aspetti. L'essere riusciti a celebrare qui il dibattimento vuol dire che i calabresi non sono il popolo delle incompiute e che quando ci si siede allo stesso tavolo e si è tutti dalla stessa parte è possibile realizzare opere complete dove si realizza una grande efficienza". In aula anche il presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra.



Sul decreto di rinvio a giudizio disposto lo scorso dicembre, l’orario previsto per iniziare le operazioni è 9.30. Solo alle 11 la presidente del collegio Tiziana Macrì chiama l’appello. Ci vorranno due ore esatte per terminarlo.

Poi, si inizia come previsto: dopo gli atti di rito (tra cui difetti di notifica, rinnovamenti delle notifiche, costituzione delle parti civili) il giudice Macrì si astiene in virtù della ricusazione incassata l’8 gennaio scorso della Corte d’Appello di Catanzaro per il filone in cui sono imputati Giancarlo Pittelli, Mario Lo Riggio, Salvatore Rizzo e Giulio Calabretta (giudicati con rito immediato) e difesi dagli avvocati Salvatore Staiano, Guido Contestabile, Francesco Muzzopappa, Attilio Matacera. Il filone, iniziato il 9 novembre scorso, è stato rinviato all’inizio del procedimento principale per la riunione: la decisione è stata impugnata dagli avvocati Staiano e Contestabile e verrà affrontata in Cassazione il prossimo 22 febbraio.

LEGGI QUI I DETTAGLI E I NOMI DELL'OPERAZIONE RINASCITA SCOTT

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 Le ragioni della incompatibilità risiederebbero nel fatto che Macrì, nel ruolo di gip del Tribunale di Catanzaro nella fase delle indagini preliminari di Rinascita Scott, ha autorizzato un’intercettazione richiamando nelle motivazioni l’associazione mafiosa che investe il maxi-procedimento e questo potrebbe renderla incompatibile nel giudicare su tutto il processo.  
Inoltre, l’avvocato Diego Brancia chiede al collegio di astensione del proseguo perché pronunciata sentenza in relazione ad uno stralcio del processo (“Nemea-Rinascita”) già definito il 27 ottobre scorso. La presidente Macrì dà atto che dichiarazione di astensione sono già stata formalizzata dai giudici a latere (Cavasino e Romano).

Alle 14 si entra nel vivo e gli animi si scaldano quando il procuratore Gratteri sottolinea che la richiesta di astensione del poteva essere fatta prima per non far perdere troppo tempo. Inoltre- precisa Gratteri- “il collaboratore di giustizia Gaetano Cannatà ci ha riferito che c’è stata un’apposita riunione per sollecitare a fare quanti più possibile il rito ordinario in modo da far scadere i termini cautelari”. La risposta della Macrì:  “Credevo che il presupposto della ricusazione non ci fosse. Però un organo superiore ha deciso in tal senso e allora non posso fare altro che prenderne atto, ma solo da quando la Corte d’Appello ha deciso”. Scambio di vedute anche con l’avvocato Staiano sulle condizioni di udibilità dell’aula bunker. Il legale inoltre ha inviato il giudice a continuare a svolgere le sue funzioni fino a quando non sarà definitiva la decisione.
Il procuratore capo di Catanzaro chiede che il procedimento venga rinviato al collegio del procedimento contro Giancarlo Pittelli, Mario Lo Riggio, Salvatore Rizzo e Giulio Calabretta (giudicati con rito immediato) per valutare la riunione. Su questo, le difese si sono opposte. Il collegio ha rinviato al 19 gennaio (ore 9.30) e al collegio dell’immediato che valuterà e farà tutte le valutazioni necessarie. 

Rinviato alla stessa data e per la stessa valutazione del filone con gli imputati Francesco  Cracolici, Francesco Barba, Giuseppe Camillò.

IL FILONE CON PITTELLI- Riprende anche il filone con Giancarlo Pittelli (agli arresti domiciliari e assente), Mario Lo Riggio, Salvatore Rizzo e Giulio Calabretta (giudicati con rito immediato). L'otto gennaio scorso la Corte d'Appello di Catanzaro ha dichiarato l'incompatibilità del giudice Macrì e oggi il collegio compare nella sua nuova formulazione: Romano, Cavasino (presidente), Caputo (che sostituisce Macrì). 

Anche qui, viene messo a verbale che la Cavasino e Romano hanno depositato richiesta di astensione che dovrà essere valutata dal presidente del Tribunale.

La Procura chiede la riunione dei procedimento ma ribadisce che prima debbano essere individuato il nuovo collegio che poi potrà valutare la riunione. 
I giudici hanno rinviato al 19 gennaio per la nuova decisione sulla riunione. 

 

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