59 anni fa la tragedia della Fiumarella. Petronio: "Mi fermerò quando una sala della Regione sarà intitolata alle vittime"

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  23 dicembre 2020 10:19

di CLAUDIA FISCILETTI

Sono trascorsi 59 anni dal disastro ferroviario della Fiumarella, la strage in cui il 23 dicembre del 1961 perserò la vita 71 persone oltre ad ed un centinaio di feriti, tra studenti e lavoratori provenienti da piccoli centri del Reventino e della Presila catanzarese. Giovanni Petronio, membro della comunità di Decollatura a cui appartiene il 44% delle vittime, e scrittore del libro “I ragazzi della Fiumarella, un disastro ferroviario a colori”, ha voluto tenere viva la memoria della tragedia organizzando, il 19 dicembre scorso, un evento commemorativo (QUI), con il prezioso aiuto dell'associazione Gagliano nel Tempo, che si è svolto proprio sotto quei piloni in cui, 59 anni fa, alle 7,45 il treno rimorchio RA 1006 si schiantò.

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Fu il più grave disastro ferroviario non solo in Calabria ma in tutta Italia, e Petronio s'impegna affinché le sue vittime non vengano dimenticate. Queste le parole dell'autore durante la commemorazione: “Siamo qui perché non potevamo non essere qui! Era doveroso esserci, tornare idealmente nel posto in cui tutto è avvenuto, in cui tutto è stato per fare memoria dei luoghi, per fare memoria di quello che siamo! Mi fermerò il giorno in cui una sala della regione verrà intitolata alle vittime e il giorno in cui in questo luogo non nascerà il parco de “I ragazzi della Fiumarella!”.

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Un membro del suo staff, Andrea Flocco, da poco laureatosi in Storia, ha evidenziato quanto “fosse giusto e doveroso che ci abbia portato proprio Giovanni qui, perché è a lui e al suo lavoro di ricerca storica cui dobbiamo tutto. La storiografia trascende i luoghi, le persone, noi stessi. Egli non si occupa solo di questo, fa molto di più, è un punto di riferimento, ha attenzione per le aree interne del Reventino e del Savuto, e per la ferrovia. Giovanni è presente nel passato, lo è nell’oggi e sono certo lo sarà anche nel futuro.” Don Orazio Galati sacerdote della parrocchia di Santa Maria Assunta in Gagliano ha pregato invocando la parola di Dio: “Da ogni momento triste si può sempre alzare lo sguardo e credere in un futuro migliore, che è sempre speranza! Preghiamo perché venga mantenuto vivo il ricordo e sia mantenuto vivo in noi il desiderio di pace e amore”.

Ad introdurre e, poi, concludere la commemorazione è stato il musicista Francesco Costantino, che ha regalato le sue interpretazioni delle canzoni Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia e “Gli immortali” di Jovanotti.  

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