
«Se è vero che le coincidenze non sono mai un caso, non mi resta che accogliere con immenso piacere, grande onore e alto senso di responsabilità questo prestigioso riconoscimento che il destino ha voluto mi venga consegnato non solo in quella che, universalmente, viene riconosciuta come la città delle opportunità e del successo, ma addirittura in un centro d’eccellenza intitolato ad un Parisi.
Il Community Center “Antonino Parisi” di Brooklyn
Una città che gli immigrati italiani, giunti in questa terra a fine Ottocento, con una valigia carica solo di disperazione e speranza, hanno costruito, sviluppato e reso grande dimostrando di non essere secondi a nessuno quando a fare la differenza sono soltanto il valore e il merito».
Nel ricevere a New York, il “Premio internazionale dedicato ai Bronzi di Riace” per il Giornalismo, Carlo Parisi ha strappato un lungo applauso dalla Comunità italiana di Brooklyn che, grazie alla geniale intuizione di patron Pino Tripodi, ha trovato uno straordinario alleato nella storica Federation of Italian American Organizations of Brooklyn (Fiao), presieduta da Jack Spatola e animata da Frank Naccarato, il noto consulente finanziario di Brooklyn devoto a Padre Pio, veterano del Vietnam e figura di spicco a New York, da oltre quarant’anni impegnato a garantire che la comunità italo-americana rimanga solida e vitale per le generazioni future.
Il Community Center di Brooklyn (At 8703-8711 Cristoforo Colombo Blvd 18th Avenue) è, infatti, intitolato ad Antonino Parisi, un chirurgo originario della Sicilia che, giunto a Brooklyn, si rese subito conto di quante persone versassero in condizioni di povertà e di quanto fosse giusto aiutarle. Sostenuto dalla Fiao e da quanti credevano nel suo impegno a favore della comunità, con una donazione personale di un milione di dollari, Parisi ha gettato le basi del suo sogno che, però, non è riuscito a vedere realizzato essendo venuto a mancare nel 2006.
Inaugurato il 21 giugno 2008 alla presenza della vedova dell’ex governatore di New York, Mario Cuomo, Matilda, e delle più alte cariche dello Stato e della Comunità italiana, il “Doctor Parisi Center” è una struttura d’eccellenza che offre servizi alle famiglie di Brooklyn, aiutandole a mantenere o creare un ambiente stabile e accogliente per i propri figli.
Uno scorcio della sala del Community Center di Brooklyn che ha ospitato la premiazione (Foto Giornalisti Italia)
Le attività comprendono servizi di consulenza familiare intensiva, programmi per lo sviluppo giovanile, orientamento legale, assistenza al ricollocamento abitativo, consulenza individuale e interventi di sostegno immediato.
«Nel premettere che Antonino Parisi non era mio parente e che scopro soltanto adesso che questo centro sia intitolato a lui, – ha esordito Carlo Parisi nel ricevere il premio – mi sento quasi a disagio nel condividere questo riconoscimento con tante brillanti eccellenze italiane che, per vedere riconosciuti i loro meriti hanno, purtroppo, dovuto lasciare l’Italia per venire in questo Paese che non regala niente a nessuno ma che, nel contempo, offre l’opportunità a chi vale davvero e lotta come un guerriero di vedere riconosciuto il proprio merito».
Parisi ha aggiunto: «I professionisti premiati oggi – di cui nei prossimi giorni Giornalisti Italia riferirà ampiamente – ne sono l’esempio. Gli italiani all’estero e gli italo-americani – che ricordiamo da tempo hanno numericamente superato la popolazione italiana, per chi vive in Italia dovrebbero rappresentare un modello e un monito.
Il modello del “niente e impossibile” e il monito che se vogliamo davvero sperare di interrompere la fuga degli italiani all’estero dobbiamo porre fine alle raccomandazioni, alle clientele e ai comparati che valorizzano gli incapaci e marginalizzano le persone di valore».
«Grazie, quindi, agli italiani all’estero – ha evidenziato il direttore di Giornalisti Italia – che non solo hanno tenuto sempre alta la bandiera dell’orgoglio italiano nel mondo, nonostante siano stati costretti a lasciare il nostro Paese, ma hanno sempre dimostrato di amarlo svisceratamente più di quanto non faccia chi in Italia ci vive».
Un ringraziamento particolare, il direttore di Giornalisti Italia e segretario generale della Figec ha voluto esprimerlo «a Pino Tripodi che, da oltre un quarto di secolo, promuove con passione, costanza e tenacia, una manifestazione nata per valorizzare il legame indissolubile tra il patrimonio della Magna Graecia e le eccellenze del Made in Italy sparse in tutto il pianeta. E un grazie anche a tutti gli italiani a New York che, in questi giorni, mi hanno fatto comprendere il valore autentico della comunità d’origine in terra straniera. Primi su tutti Frank Naccarato, Alfredo e Massimiliano Gangemi, tre uomini straordinari, numeri uno nella professione e nella vita».
L’Orchestra dei ragazzi che ha eseguito gli inni nazionali di Italia e Stati Uniti, Carlo Parisi con Frank Naccarato e con Alfredo Gangemi (Foto Giornalisti Italia)
Carlo Parisi ha, quindi, voluto condividere la soddisfazione del “Premio internazionale dedicato ai Bronzi di Riace” con quanti, tra mille difficoltà e immensi sacrifici, hanno contribuito a fargli conferire questo riconoscimento.
«Grazie a quanti, in questi 14 anni dalla fondazione e 12 dall’inizio delle pubblicazioni, hanno contribuito a far sì che Giornalisti Italia – ha sottolineato Parisi – diventasse il quotidiano dei giornalisti italiani, punto di riferimento in Italia e nel mondo di quanti intendano tenersi aggiornati sul mondo dell’informazione e della comunicazione e, nel contempo, conoscerne la storia, le criticità, i progetti, le opportunità e le prospettive. Un successo che non sarebbe stato possibile senza il fondamentale apporto e supporto della cofondatrice Nicoletta Giorgetti, giornalista geniale e visionaria». Carlo Parisi ha, quindi, ringraziato «tutte le colleghe e i colleghi della Figec, la federazione dei giornalisti italiani e degli operatori dell’informazione, della comunicazione, dell’arte e della cultura, fondata dopo 114 anni di sindacato unico in Italia che, nonostante i surreali attacchi dei nostalgici del pensiero unico, continuano a rendere sempre più grande e importante questa comunità impegnata a garantire dignità ai lavoratori e sostenibilità alle aziende».
«Il giornalismo – ha ricordato Parisi – deve ascoltare, dare voce e soprattutto assistere e aiutare i senza voce e le persone in difficoltà, non salire in cattedra e pensare solo a costruire carriere personali senza averne il merito e a scapito di chi viene calpestato e mortificato soltanto per “colpa” del suo valore». (giornalistitalia.it)
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797