



di BRUNO SODARO
Il percorso della mostra “Trame di Luce e di Materia”, organizzata e curata dalla presidente dell’associazione di promozione sociale “Momenti d’Arte”, Dott.ssa Antonella Gentile, inaugurata lo scorso dicembre nel quartiere Lido di Catanzaro, accoglie la ricerca fotografica della stessa curatrice, nonchè fotografa, e rappresenta uno dei nuclei più intensi dell’intero progetto espositivo.
La serie dedicata alla fotografia sacra si configura come un’indagine visiva che unisce rigore compositivo, sensibilità iconografica e un approccio profondamente contemplativo alla rappresentazione del sacro.
La ricerca non si limita a documentare ritualità, statue o apparati devozionali: ciò che emerge è piuttosto un linguaggio che mette in dialogo la tradizione iconografica cristiana con una visione contemporanea, asciutta e luminosa, capace di restituire al soggetto religioso la sua dimensione più intima e universale.
Per la costruzione delle immagini la luce non è un semplice elemento tecnico, ma diventa sostanza narrativa, principio rivelatore. È la luce che delinea le superfici, che accarezza i volti scolpiti, che scandisce il ritmo delle forme e suggerisce una presenza che va oltre la materia rappresentata. Le ombre, calibrate con cura, avvolgono le figure sacre con un’aura di sospensione, rendendo ogni scatto un luogo di meditazione visiva. Nelle fotografie dell’artista emerge un equilibrio armonico tra realismo e simbolismo: i dettagli minuziosi, le texture delle statue, le crepe della pietra, il riflesso del vetro, l’oro dei panneggi, diventano segni che rimandano al trascendente. Ogni immagine appare come un’icona contemporanea, in cui l’essenzialità della composizione restituisce una profondità spirituale che non ha bisogno di artifici. La ricerca si caratterizza inoltre per la capacità di cogliere la dimensione umana del sacro. Le figure non sono fredde testimonianze artistiche del passato, ma presenze vive, talvolta vulnerabili, attraversate da una tensione emotiva sottile e costante. Ella riesce a rivelare un dialogo silenzioso tra l’osservatore e il soggetto: un invito a sostare, a lasciarsi attraversare, a percepire la quiete che abita il frammento di un volto o la delicatezza di un gesto scolpito. Si tratta di un linguaggio che rifugge l’enfasi e la spettacolarizzazione per ricercare un’intimità dello sguardo, una sacralità che nasce dalla prossimità, dalla cura con cui la luce viene controllata, dal rispetto profondo verso i simboli e verso il senso originario delle immagini cristiane. La fotografia diventa così uno strumento di rivelazione, un ponte tra visibile e invisibile, tra arte e spiritualità. All’interno della mostra, la serie Sacred dialoga con le altre opere attraverso il comune denominatore della luce, qui elevata a elemento metafisico. Le fotografie rappresentano una delle “trame” più sottili e preziose del progetto: un invito a ritrovare, nella materia, una dimensione trascendente; nella quiete dell’immagine, uno spazio interiore; nella forma, una vibrazione che parla al cuore prima ancora che allo sguardo. Le opere s'inseriscono nel percorso espositivo come un luogo di soglia: un passaggio dalla materialità degli altri linguaggi alla profondità simbolica dell’immagine sacra, che qui si fa racconto, preghiera visiva, meditazione luminosa.
La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile in Via Genova 14 dal lunedì al sabato.
Per informazioni e dettagli: www.momentidarte.org – info. 338 4051796.
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