A Lamezia Terme un monumento per ricordare le vittime di mafia. Presentato il progetto

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Lamezia Terme, il monumento per ricordare le vittime di mafia
  19 luglio 2019 14:40

di ANTONIO CANNONE

LAMEZIA TERME - Avvoltoi tenuti lontano dalla città. Possibilmente dalla Cosa pubblica e dagli intrecci affaristici-mafiosi che hanno dominato nel corso degli anni la scena lametina.  E' questa, in sintesi, l'idea di fondo posta alla base per la realizzazione di un monumento alle vittime lametine di mafia. Promotore,il Centro Riforme, democrazia e diritti presieduto dall'onorevole Costantino Fittante al quale si è aggiunta anche l'Associazione "Risveglio ideale" dell'onorevole Angela Napoli. L'iniziativa è stata illustrata stamane nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti lo stesso Fittante, la Napoli, l'artista che realizzerà il monumento, Maurizio Carnevali, e poi ancora il testimone di giustizia, Rocco Mangiardi e alcuni dei parenti delle vittime di mafia. In apertura, Fittante ha salutato il nuovo Vescovo e portato il messaggio del commissario prefettizio Alecci. Quindi, ha posto l'accento sul perché dell'iniziative già proposta nel 1993 ma che non si realizzò per motivi legati all'ubicazione. "E' un'idea - ha detto Fittante - perché come Centro intendiamo contribuire a coltivare la memoria storica e bisogna che ci siano dei segni tangibili e non solo commemorazioni. Serve per stimolare i ragazzi ad avere cognizione di cosa è la mafia a Lamezia".  Poi ha ricordato le sei vittime, il giudice Ferlaino, la guardia giurata Talarico, gli operatori ecologici, Cristiano e Tramonte e i coniugi Aversa. Rinnovando l'appello a "qualche pentito, affinché collabori contribuendo a fare luce su quegli omicidi irrisolti in modo da poter riaprire le indagini. Il monumento - ha sottolineato Fittante - è un modo anche per far capire ai giovani cos'è la mafia, il perché della sua presenza, come si evolve. E andremo anche nelle scuole per illustrare il progetto e chiedere di contribuire al progetto".  E sulla realizzazione pratica del monumento, il presidente del Centro Riforme,  ha pensato ad una raccolta fondi tra i cittadini, gli Enti (Comune, Provincia, Regione), sindacati, Associazioni. Formando un comitato promotore presieduto dal sindaco. L'artista Maurizio Carnevali ha poi spiegato il significato del monumento. "Un progetto - ha evidenziato - che vuole essere un segno che possa corrispondere ad una volontà contraria alla mafia. Sarà fatto da una lastra di acciaio CorTen, raffigurante avvoltoi che rappresentano la ferocia falla mafia, e poi la figura di un uomo che alza un braccio per opporsi proteggendo con l'altra mano un bambino. L’uomo si poggia su una pietra che simboleggia il sostegno della giustizia". Da Angela Napoli, l'appoggio ad una "iniziativa dovuta alla città, alle vittime di mafia e un plauso all’artista per la raffigurazione. Ho aderito come Associazione Risveglio ideale perché è un'iniziativa non solo dovuta ma necessaria. Per la memoria che deve essere costante e non solo negli anniversari. Significativa soprattutto per i giovani che devono sapere cos’è la 'ndrangheta, fatta di lutti, sangue e di strade negative. Il monumento deve servire anche ai rappresentanti delle istituzioni perché questa città non è possibile che subisca continui scioglimenti comunali per mafia. Che sia anche un richiamo per la giustizia affinché in un certo senso possa lenire il dolore dei  familiari. Mi auguro che venga recepita per far capire che la città vuole davvero cambiare". Il monumento dovrebbe sorgere nella piazzetta adiacente la Madonnina, fra corso Numistrano e corso Nicotera.

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