



di GIANPIERO TAVERNITI
Un primo maggio che è stato una vera e propria full-immersion nella cultura della minoranza linguistica arbereshe di Calabria, con la visita di una comunità nel catanzarese. Risalendo dalla S.S. 106 da Botricello, dopo circa una ventina di chilometri giungiamo a Marcedusa (Marcidhuza), piccolo comune con poco più di trecento anime, sui i duecentottanta metri di altitudine e confinante con i comuni di Petronà. Belcastro e Mesoraca.
Di questo centro, si cita la presenza intorno al 1200, in documenti di Federico II di Svevia, dove viene evidenziata la fiorente attività dell'Abbazia di Sant'Angelo di Frigilio, dove si certificava la libera fruibilità del sale affiorante nel torrente Salinella e nel fiume Neto. Dal 1960, ci fu un importante calo demografico che colpì tutto l'entroterra crotonese e non solo. Marcedusa, si dimezzò dal 1960 al 1990, passando dai suoi 1300 abitanti ai poco più di 700 e nella seconda ondata di emigrazione, si dimezzo ulteriormente passando dai suoi 700 ai 350 attuali.
Un centro ben curato, si evidenziano in dei murales le forti impronte culturali arbereshe, passaggiando nel cuore del paese su un balcone vediamo dominante una bandiera albanese e delle indicazioni ci invitano a visitare una sorta di promenade arbereshe. Dalla cartellonistica, si mettono in risalto, costumi, origini, usanze e persone comuni, un piccolo mondo alla quale i visitatori non possono mancare di vivere a pieno. In centro paese, domina e ci accoglie un murale dedicato a Giuseppe Gangale, noto teologo, studioso, filosofo cirotano che , nella sua vita ha lottato per preservare questa ricchezza storica, culturale e linguistica, tanto che a Caraffa, altra comunità arbereshe di Calabria, le è stato dedicato l'Istituto della Cultura Arbereshe.
Un altro murale ci accoglie con la denominazione, con il disegno e con il calore della gente che oggi abbiamo conosciuto a Marcedusa. Pregevole , è la chiesa di S.Andrea Apostolo, risalente al 1731 che fa parte della Diocesi di Kr-S.Severina, nella stessa troviamo dei parrocchiani che addobbano l'altare per la funzione serale, ci salutano con cortesia e ci rivolgano la classica domanda :" siti foresteri ?" e ci ringraziano per aver scelto di visitare il loro paesello. Ci dirigiamo alla KAMINANJA ARBERESHE, la classica camminata idenitaria, composta da 10 "stazioni" panneli, rigorosamente in doppia lingua che leggendoli si compie una propria full immersion in questo mondo di questa minoranza linguistica.
Al centro della piazzetta si trova un pregevole obelisco con in cima l'aquila bicipite e sullo sfondo un bel murale dedicato al grande condottiero Skanderbeg in operazioni di battaglia. Un' area che punta al forte recupero, alla conservazione e al tramandare di questa peculiarità identitaria di Marcedusa che il 25 giugno del 2025, il Presidente della Repubblica d'Albania S.E. Bajram Begaj, con la sua visita, ha voluto rafforzare. Da parte nostra da calabresi veri, non possiamo che attingere ancora nella giusta consapevolezza delle nostre ricchezze, auspicando che queste vere perle di Calabria, rimangano forti, vive e lucide, visto che si aggiungono ad altre che brillano nelle minoranza dei greci di Calabria, negli occitani di Guardia Piemontese e agli armeni "rispolverati" nei territori di Brancaleone Vetus nel reggino.
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