ABA Performing, Elena Bellantoni racconta le donne ribelli della Calabria e il loro intreccio con il territorio

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Elena Bellantoni

L’installazione artistica e la video performance sono realizzate con il coinvolgimento del Lanificio Leo sotto la guida dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e saranno ospitate in preview al Complesso monumentale San Giovanni del capoluogo a fine febbraio.

  02 febbraio 2026 17:11

 

 Un esercito di donne senza armi, ma con la forza della propria testimonianza. È il cuore di “Ruinate – un esercito di donne ribelli”, il nuovo progetto dell’artista visiva Elena Bellantoni, di origini calabresi, realizzato nell’ambito di Performing, progetto coordinato dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e finanziato con risorse PNRR, sotto la curatela della docente Aba Simona Caramia.

L’opera prende forma a partire da luoghi simbolici della Calabria – dai calanchi del Crotonese alle grotte abbandonate di Zungri – scelti come teatro naturale di una narrazione che restituisce voce a storie di donne rimaste per decenni sepolte nelle carte dei processi di ’ndrangheta. Storie di emancipazione e ribellione che diventano manifesto attraverso abiti e mantelli “parlanti”, realizzati in collaborazione con il Lanificio Leo, azienda d’eccellenza del territorio, e con la docente Aba e designer Karisia Paponi.

In questi giorni è in corso la realizzazione degli abiti, elemento centrale del progetto e parte integrante del duplice output performativo dell’opera: un’installazione e un video.

"Ho lavorato per due anni su questo progetto, tra ricerche e approfondimenti sulle figure di cinque donne che compongono un vero e proprio “esercito” – spiega Elena Bellantoni –. Le loro storie sono protagoniste di un’installazione, che rappresenta il cuore dell’opera, e di un video che sarà girato nei calanchi del territorio crotonese".

L’installazione di “Ruinate” sarà ospitata a fine febbraio al Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro, mentre le riprese video si svolgeranno nei luoghi che hanno ispirato l’artista sin dall’infanzia: "Sono storie di emancipazione femminile ritrovate nelle carte dei processi di ’ndrangheta – racconta Bellantoni –. Storie di donne che si ribellano al patriarcato nella sua forma più radicata. “Ruinate” nasce da “ruine”, neologismo del lessico dantesco che richiama una spaccatura del terreno: un’immagine che descrive perfettamente i calanchi del Crotonese e le fratture sociali che queste donne hanno saputo aprire".

Un lavoro che è anche profondamente identitario: «Ho trascorso le mie estati proprio nei luoghi scelti per il progetto. Ne conservo ricordi vivi che rendono questo lavoro autobiografico, oltre che politico e culturale».

Con “Ruinate”, Performing continua a intrecciare arte contemporanea, memoria, territorio e processi produttivi, restituendo centralità a storie marginalizzate e rafforzando il dialogo tra ricerca artistica e identità calabrese.

 BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Elena Bellantoni (1975) vive e lavora a Roma, è docente all’Accademia di Belle Arti L’Aquila e alla NABA di Roma. Dopo essersi laureata in Storia dell’Arte Contemporanea, studia a Parigi e Londra, dove nel 2007 ottiene un MA in Visual Art al WCA all’University of Arts London. Nel 2007 è cofondatrice Platform Translation Group a Londra, nel 2008 apre lo spazio 91mQ art project space di Berlino, nel 2015 è co-fondatrice di Wunderbar Cultural Project. La sua ricerca artistica si concentra sui concetti di identità ed alterità utilizzando il corpo come mezzo di interazione. I dispositivi che l’artista utilizza vanno dal video, alla fotografia, alle installazioni, dalle sculture al disegno. Nel 2024 Bellantoni viene selezionata tra gli artisti finalisti del Mario Merz Prize alla Fondazione Merz di Torino. Nel 2023 l’artista apre la sfilata di Dior primavera-estate 2024 con l’installazione NOT HER presso i Giardini delle Tuileries di Parigi.

Elena Bellantoni ha vinto numerosi progetti per residenze: 2020 Premio ArtTeam Cup, nel 2018 grazie a Nctm e l’Arte Studio Legalevince il bando per una residenza a Belgrado, Serbia; nel 2017 The Subtle Urgencies, con Adrian Paci, alla Fondazione Pistoletto e l’ArtHouse, Biella-Scutari, Italia/Albania; nel 2016 viene selezionata dalla Soma Mexico Residency di Città del Messico; nel 2009 As long as I’m walking una residenza con Francis Alÿs e il critico Cuauthémoc Medina, curata da 98weeks Research, a Beirut in Libano.
Nel 2018 è tra gli artisti vincitori della IV edizione dell’Italian Council del MIBACT; nel 2019 presenta il libro dell’intero progetto al MAXXI di Roma con un Focus sul suo lavoro. Nel 2018 il progetto Ho annegato il Mare è selezionato nei Collateral di Manifesta12 a Palermo. Lo stesso anno viene selezionata per Gran Tour d’Italie del MIBACT . Nel 2014 vince il Premio speciale Repubblica.it per il Talent Prize; il progetto In Other Words, the Black Market of Translation – Negotiating Contemporary Cultures nel 2011 vince il bando NGBK a Berlino. Nel 2009 vince il Movin’up Worldwide del GAI (Giovani Artisti Italiani) dalla Presidenza Consiglio dei Ministri Italiano; nel 2006 il primo premio del Tempelhof-Schöneberg Kunstpreis Zum Ball-Spiel di Berlino.

 

Tra le mostre:
La Grande visione Italiana. Collezione Farnesina, The Arts House of the Old Parliament, Singapore, 2023; Racconti (in)visibili tra Cielo e Terra, Reial Cercle Artistic, Barcellona 2023; Se ci fosse luce sarebbe bellissimo, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2023; Imperfetto Mare, CUBO e Torre Unipol, Bologna 2022; Parole Erranti:Tomaso Binga ed Elena Bellantoni, Residenza dell’ Ambasciatore, Berna, Svizzera 2022; Il video rende felici / video arte in Italia, Palazzo delle Esposizioni 2022, Roma; In-finito, Istituto Italiano di Cultura a Madrid, Spagna 2022; Poesia e Rivoluzione, Galleria Giampaolo Abbondio, Milano 2021; Performative 0.1, MAXXI L’Aquila, L’Aquila; Farnesina Collection, an open window on Contemporary Art, Istituto di Cultura Italiano, Parigi, Francia 2020; Les paralleles du sudManifesta13, Marsiglia, Francia 2020; You got to burn to shine La Galleria Nazionale Roma 2019; Elena Bellantoni VideoGallery, MAXXI, Roma 2019; Analogue Eye Harboured, Cape Town 2018, Sud Africa; Peninsula Pbox art edition, Penisula Project Space, Berlino, Germiania 2017; The Picture Club, in “Across the Board: parts of Whole”, American Academy in Rome, Roma 2016; Beyond Borders. Transnational Italy, Roma 2016; Capolavori della Collezione Farnesina, uno sguardo sull’arte italiana dagli anni Cinquanta a oggi, Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria, Zagabria, Croazia; Museo d’Arte Contemporanea di Sarajevo, Sarajevo, Bosnia 2015; ITaliens junge italienische Kunst aus Berlin, Wolfsburg, Germania 2014.

Le opere di Elena Bellantoni sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private: la Collezione del Ministero Affari Esteri La Farnesina, la collezione dell’Istituto Centrale per la Grafica, la collezione Fondazione Filiberto Menna e la collezione Fondazione Pietro ed Alberto Rossini. I suoi lavori video sono inoltre presenti nell’Archivio Careof DOCVA e nell’Italian Area Contemporary Archive a cura di Viafarini a Milano.

Tra le monografie

Parole Passeggere, la pratica artistica come semantica dell’esistenza, Elena Bellantoni, Castelvecchi 2023; 

Elena Bellantoni, una partita invisibile con il pubblico a cura di Cecilia Guida edito da Postmedia Books; 

Elena Bellantoni, On the breadline a cura di Benedetta Carpi De Resmini, con testi di Stefano Chiodi e Riccardo Venturi edito da Quodlibet.


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