Alla libreria Coriolano la presentazione de "Il brutto anatroccolo. Il caso Calabria tra degrado e narrazione fasulla" di Filippo Veltri

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images Alla libreria Coriolano la presentazione de "Il brutto anatroccolo. Il caso Calabria tra degrado e narrazione fasulla" di Filippo Veltri


  19 maggio 2026 22:36

di CATERINA MURACA

Raccontare la Calabria andando oltre stereotipi, pregiudizi e rappresentazioni distorte. È questo il tema al centro della presentazione del libro di Filippo Veltri “Il brutto anatroccolo. Il caso Calabria tra degrado e narrazione fasulla”, tenutasi alla libreria Coriolano di Catanzaro con la partecipazione delle assessore Furrer e Monteverdi, intervenute anche nel dibattito insieme all’autore e ai presenti.

Il titolo del saggio "brutto anatroccolo" richiama il personaggio di Calimero del vecchio Carosello televisivo e vuole rappresentare l’immagine di una Calabria che per anni è stata raccontata solo attraverso i suoi aspetti negativi. Nel libro, Veltri prova invece a costruire e restituire un'immagine più completa della regione, capace di mettere insieme difficoltà, contraddizioni, ma anche di risorse, esperienze positive e possibilità di crescita, spesso poche raccontate e conosciute dagli stessi abitanti.

L’idea del volume nasce anche dal confronto con lo scrittore Gioacchino Criaco e dal tentativo di raccontare la Calabria in modo più equilibrato, senza considerarla una realtà separata o diversa dal resto del Paese. Un tentativo di riportare il racconto della regione dentro una dimensione più normale e reale, lontana da rappresentazioni considerate troppo spesso parziali e deformate.

Durante l’incontro si è discusso anche del forte municipalismo che caratterizza la Calabria, una terra composta da identità locali molto marcate e spesso poco collegate tra loro. Una frammentazione che nel tempo ha contribuito a creare una conoscenza limitata della stessa regione anche tra i calabresi, alimentando una visione discontinua e incompleta del territorio.

Nel dibattito è emersa inoltre la necessità di costruire una nuova narrazione collettiva della Calabria. Un percorso che non può essere affidato soltanto alla politica, ma che deve coinvolgere istituzioni, cultura, informazione, scuole, associazioni e cittadini. Raccontare una Calabria diversa significa infatti mettere insieme responsabilità e partecipazione, superando luoghi comuni e immagini consolidate negli anni.

Nel libro, articolato in 19 capitoli, Veltri affronta sia le criticità storiche della regione sia alcune delle esperienze considerate più significative per il suo sviluppo. Tra queste vengono ricordati gli interventi realizzati nel dopoguerra per il Mezzogiorno, la costruzione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, la nascita dell’Università della Calabria e il porto di Gioia Tauro, indicati come esempi di crescita e modernizzazione.

Più che un semplice saggio, quello di Veltri si presenta come un invito a guardare e sopratutto raccontare la Calabria con occhi diversi, senza negarne le difficoltà ma evitando che siano l’unico elemento attraverso cui definirla. Un richiamo alla responsabilità collettiva di cambiare il modo in cui la regione viene raccontata, dentro e fuori i suoi confini, restituendole complessità, dignità e una maggiore consapevolezza della propria identità.

Solo così, infatti, sarà possibile liberarsi di etichettee e pregiudizi che per anni hanno accompagnato la Calabria, restituendo dignità soprattutto ai cittadini e a chi vive lontano dalla propria terra ma continua a portarne addosso il peso delle narrazioni distorte.


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