










di MARIA PRIMERANO
Se si è in vena di ridere degli sciocchi e passare una serata in allegria, ecco, questo era lo spettacolo adatto: Cin-Ci-La, l’operetta di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, giunta, infatti, a Catanzaro, al Teatro Comunale, grazie ad AMA CALABRIA, registrando in città grande successo.
Ridere degli sciocchi, sì, perché così è nell’operetta in questione, il cui libretto ruota appunto sulla stupidità di due giovani convolati a nozze, la principessa Myosotis e l’imbranato principe Ciclamino, ambedue completamente all'oscuro di cosa sia il matrimonio e inconsapevoli di quali siano i doveri dei coniugi, di che cosa sia il sesso e pertanto incapaci di consumare il matrimonio. E a Macao, anno 1925, luogo dei fatti, scoppia il problema, perché il Ciun-Ki-Sin, ossia il periodo in cui ogni divertimento e ogni attività lavorativa vengono sospesi dal momento delle nozze dei prìncipi fino al momento in cui il loro matrimonio viene effettivamente consumato, non finisce mai. Sarà l’arrivo di due “istruttori” francesi, Cin-Ci-La e Petit-Gri, che sbloccheranno personalmente la situazione, a parole e con i fatti, in modo tale che la principessa Myosotis e l’imbranato principe Ciclamino potranno poi insieme, all’interno della coppia, porgere le proprie attenzioni.
La felicità trionfa e il Ciun-Ki-Sin finisce. Pur con i suoi limiti di libretto, Cin-Ci-La resta con Il Paese dei Campanelli la più rappresentata delle operette italiane, mai uscita di repertorio, operetta che suggellò il culmine della carriera e della fortuna popolare di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato.
Come per Il Paese dei Campanelli, l’impresario-musicista-librettista Carlo Lombardo aveva pensato in un primo tempo di affidare la musica di Cin-Ci-La a Giacomo Puccini, autore di un’opera “orientale” come Madama Butterfly e aveva ottenuto da lui un assenso di massima.. Ma Puccini morì prima che se ne potesse riparlare e Lombardo affidò nuovamente la musica a Virgilio Ranzato, visto anche il grande successo ottenuto due anni prima, nel 1923, con Il Paese dei Campanelli.
La storia della principessa Myosotis che ancora gioca con le bambole ai tempi del matrimonio è molto piaciuta. Effervescenza nella musica e brillantezza nei costumi, questi ultimi un tripudio di sete in colori sgargianti, draghi ricamati e fiori dipinti, piume e paillettes che spiccano sui fondali di pagode.
Tra danza, musica e battute sciocche la serata è passata. Un teatro gremito, un pubblico divertito, che non si è risparmiato di applaudire e tenere il ritmo a suon di battito di mani per tutto lo spettacolo e specialmente in finale, sulle note di Cin-Ci-La, il più famoso e uno dei più felici ritornelli della storia dell’operetta italiana, con il suo proverbiale ritornello: "O Cin-Ci-La, o Cin-Ci-La, mordi, rosicchia, divora, tormenta pur chi ti vuol bene, di fiori son le tue catene" rendendo larghi consensi ai protagonisti.
Cin-Ci-La, con Antonella De Gasperi, Fabrizio Macciantelli, Luca Mazzamurro, Mariska Bordoni, Federico Bonghi, Claudio Ferretti, Matteo Catalini, Compagnia Corrado Abbati e Il Balletto di Parma, per l’adattamento e regia di Corrado Abbati, coreografie Francesco Frola, allestimento scenico InScena Art Design, Produzione InScena.
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