Amendolara, Cgil e Flai Calabria: "Non bastano gli arresti, Occhiuto convochi un Consiglio regionale aperto sul caporalato"

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  03 giugno 2026 14:46

“La tragedia di Amendolara non ha come responsabili solo i due caporali pakistani arrestati dalle forze dell’ordine grazie alla testimonianza di un sopravvissuto alla tragedia. La barbara esecuzione dei tre lavoratori di origine straniera che avevano osato chiedere di essere pagati, è calata all’interno di un sistema più ampio, di silenzi, omertà e responsabilità che vanno chiarite e accertate se si vuole realmente mettere un freno a un caporalato feroce e sanguinario e assicurare la dignità ad ogni lavoratore e lavoratrice”.

Cgil Calabria e Flai Cgil Calabria intervengono duramente sulla vicenda di Amendolara: “Cordoglio e dolore, riflessioni e solidarietà, poco possono fare se non segue una presa di responsabilità della politica, delle associazioni datoriali e di categoria”.

“È difficile credere – proseguono – che nessuno sapesse. Per questo chiamiamo in causa l’intera filiera produttiva, il mondo imprenditoriale, le associazioni di categoria e tutti i soggetti preposti ai controlli”. Le due organizzazioni sindacali rivolgono quindi un appello al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto affinché promuova con urgenza un Consiglio regionale aperto dedicato al tema del caporalato e dello sfruttamento lavorativo, coinvolgendo istituzioni, parti sociali e associazioni.

“Serve una risposta straordinaria a un fenomeno che continua a mietere vittime e a compromettere i principi fondamentali di legalità e giustizia sociale. È necessario mettere in campo strumenti efficaci di prevenzione e contrasto, rafforzare i controlli lungo tutta la filiera e costruire un sistema di vigilanza rigoroso e permanente che non lasci spazio a zone grigie. La Calabria – concludono -  non può permettersi di voltarsi dall’altra parte davanti a una tragedia che interroga la coscienza di tutti”.


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