Andrea Minasi non ce l’ha fatta, il ricordo di Maria Virginia Lacroce: “Riposa in pace”

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  08 agosto 2026 08:34

Ci sono notizie che lasciano storditi, di quelle che la mente rifiuta di accettare e che improvvisamente ci costringono a fare i conti con la fragilità della vita e con il peso implacabile della giustizia. La scomparsa di Andrea Minasi, a soli 23 anni, dopo aver lottato per giorni nel reparto di Terapia Intensiva dell'ospedale "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro a seguito del drammatico investimento su viale Affaccio a Vibo Valentia, lascia un vuoto incolmabile e una ferita profonda. Una vicenda che, oltre al dolore privato, impone una riflessione rigorosa sul piano giuridico e, al tempo stesso, restituisce una luce di straordinaria speranza.

L'inchiesta, i profili giuridici e il generoso dono di sette vite

Con il decesso della giovane e la conclusione della drammatica lotta in ospedale, il quadro giudiziario legato ai fatti del 28 luglio ha subito il prevedibile mutamento formale. La Procura di Vibo Valentia, che aveva aperto un fascicolo d'indagine subito dopo l'impatto, ha visto aggravarsi la posizione del conducente del SUV — un ragazzo di 21 anni iscritto nel registro degli indagati — la cui ipotesi di reato è ora ufficialmente quella di omicidio stradale (articolo 589-bis del Codice Penale).

Dal punto di vista legislativo, l'articolo 589-bis c.p. rappresenta una delle fattispecie più severe del nostro ordinamento, introdotta per punire con rigore chiunque cagioni per colpa la morte di una persona violando le norme sulla circolazione stradale. L'inchiesta, coordinata dagli inquirenti, dovrà accertare con esattezza millimetrica la dinamica, la velocità e le eventuali responsabilità in prossimità di quell'attraversamento pedonale.

Nel dramma dell'istruttoria, la famiglia ha intanto compiuto una scelta di immenso e lucido altruismo. Grazie alla donazione degli organi disposta dai familiari, dal suo gesto sono rinate altre sette vite, trasformando una perdita incolmabile in un atto d'amore universale che va ben oltre le aule di tribunale.

Il mio ricordo: l'IIS "Luigi Einaudi" e i giorni della nostra giovinezza

Leggere i dettagli della cronaca giudiziaria, i riferimenti normativi e i verbali produce un effetto straniante e doloroso quando a occupare quelle righe c'è il volto di una persona che conosci direttamente.

Con Andrea abbiamo condiviso gli anni delle superiori all'IIS "Luigi Einaudi" di Serra San Bruno, sedendo vicine tra i banchi dell'indirizzo commerciale. Abbiamo condiviso la fatica delle interrogazioni, le verifiche, le ansie per il futuro e la spensieratezza di un'età in cui tutto sembrava dover ancora cominciare. Anche se la vita ci ha poi portate su strade diverse, e pur essendo state amiche in modo particolarmente intenso per un periodo preciso di quel percorso scolastico, il legame nato in quelle aule resta impresso nella memoria.

Vederla oggi associata alla cronaca giudiziaria e a una tragedia stradale fa male. Resta la richiesta di giustizia e chiarezza attraverso il lavoro degli inquirenti, il dolore di una comunità stretta attorno a Serra San Bruno e il rimpianto per una vita di 23 anni spezzata troppo presto.

Riposa in pace, Andrea.

Il ricordo di Maria Virginia Lacroce, ex compagna di scuola di Andrea Minasi e rappresentante degli studenti al Consiglio di Corso di Giurisprudenza