
di CARLO MIGNOLLI
“Non ci sono parole per quello che è accaduto in settimana: siamo tutti scioccati. A nome dello staff e dei calciatori mandiamo un sincero cordoglio alla famiglia e facciamo il tifo per la piccola affinché possa vincere questa battaglia. Domani giocheremo anche per loro”. Con queste parole, riferite alla tragedia che ha colpito il capoluogo nei giorni scorsi, l’allenatore del Catanzaro Alberto Aquilani apre la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro lo Spezia, in programma il 25 aprile alle ore 12:30 allo stadio “Ceravolo”, valida per la 36ª giornata del campionato di Serie B.
Dopo un inizio di conferenza toccante, spazio al campo, con un Catanzaro reduce da quattro pareggi consecutivi, diversi tra loro ma accomunati da prestazioni convincenti: “Sono pareggi con sapori diversi, ma l’esito finale è che non vinciamo da un pò. Dobbiamo essere contenti perché la squadra è sempre andata in crescendo, ma anche arrabbiati perché potevamo vincerle tutte e quattro”.
Una consapevolezza chiara: la squadra c’è, ma manca ancora qualcosa per trasformare le buone prestazioni in vittorie: “Ci mancano dei punti che per lo Spezia saranno importanti, ma per noi lo saranno ancora di più. Abbiamo grande voglia di tornare a vincere, soprattutto davanti ai nostri tifosi. Mi auguro che ci sia tanta gente allo Stadio”.
Sul prossimo avversario, lo Spezia, Aquilani dice: “È una buona squadra, costruita con giocatori di alto livello per questo campionato, verranno sicuramente con il dente avvelenato. Non guardiamo la classifica, ma i valori: dovremo affrontarla con grande attenzione. È una squadra molto diversa dalla gara di andata”. Il focus però resta sempre sul Catanzaro: “Stiamo bene e dobbiamo continuare con l’attitudine vista a Castellammare, una squadra che non smette mai di proporre, che resta corta e compatta. Mi aspetto quello spirito”.
Capitolo formazione e gestione delle risorse, in vista del finale di stagione e dei playoff: “Non faccio troppi calcoli. Chi sta bene gioca. È chiaro che evitiamo rischi inutili: Iemmello non sarà della partita, ha un problema al polpaccio e non vogliamo rischiarlo, così come D’Alessandro. Gli altri li valuteremo”.
Un gruppo che, nonostante le difficoltà, continua a crescere: “La cosa che mi piace è che vogliono giocare tutti. Questa rivalità è positiva e ci aiuterà nelle tante partite ravvicinate”. Poi un passaggio anche sul rientro in campo di Oudin: “È stato preso in estate anche per trascinare qualche ragazzo giovane, perché è un giocatore forte. Poi le cose non sono andate come volevamo e avevano deciso insieme che andare a giocare in un’altra squadra poteva essere la soluzione migliore. Non ha avuto offerte che gli interessavano ed è rimasto, così gli ho detto di rimettersi fisicamente e di comportarsi come un professionista nei confronti di una squadra che lo paga ogni mese. Lui lo ha fatto, ha avuto un comportamento esemplare in allenamento e fuori dal campo e io l’ho premiato con l’ingresso a Castellammare”.
Sui complimenti ricevuti in settimana in merito al lavoro che la squadra sta facendo con i giovani afferma: “Quello che mi fa piacere è che, in un momento in cui il calcio italiano vive una certa difficoltà dal punto di vista della qualità, credo che chi viene a vedere giocare il Catanzaro, osserva la rosa e il modo in cui lavoriamo durante la settimana, possa cogliere qualcosa di positivo. Questo mi rende orgoglioso, perché significa che possiamo rappresentare un buon esempio. Abbiamo tanto da fare da qui alla fine e non vorrei che, soffermandoci troppo sui complimenti - che comunque fanno piacere - si perda un po’ di concentrazione. Le analisi vanno fatte alla fine, quando sarà chiaro davvero che tipo di campionato abbiamo fatto. Oggi dobbiamo restare concentrati, con la testa bassa, perché ci sono ancora punti in palio e un finale tutto da scrivere”.
E poi un commento sul sogno Serie A col Catanzaro è sincero: “Credo fortemente che la squadra possa competere con le squadre che affronteremo, arrivati a questo punto non possiamo tirarci indietro: lavoriamo per raggiungere il miglior traguardo possibile”. Il calcio di Aquilani è simile a quello di Vivarini: “Sono di parte, ma penso che siano molto diversi. Ci sono altri giocatori, un altro contesto e probabilmente un’altra richiesta”.
Infine, un passaggio sul suo futuro: “Parlare di quello che sarà dopo in questo momento sarebbe stupido, anche perché non lo so. È talmente bello quello che si è creato qui che non voglio perderlo. Ora sono focalizzato su questa stagione, nel migliorare ancora i calciatori, la loro attitudine, la mentalità, valori che a volte arrivano anche prima della classifica e dei punti”.
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