Articolo 54 della Costituzione: dalla Calabria un segnale positivo

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Gian Paolo Stanizzi
  31 luglio 2019 17:27

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento degli avvocati Susanna  Simbari e Gian Paolo Stanizzi in merito a una vicenda che "La Nuova Calabria"inizierà a seguire a partire da oggi

.”.......è da considerare l’esistenza, in capo ai pubblici dipendenti cui siano affidate funzioni pubbliche di un generale dovere di adempiere ad esse con disciplina ed onore. Come statuisce una disposizione di rango costituzionale (art. 54, comma 2), la cui dannazione all’oblio non è fra le ultime cause del degrado etico in cui versa la gestione della cosa pubblica”.
Risuonano impetuose queste parole scritte nel luglio del 2017 dalla Corte d Appello di Catanzaro- Sezione Lavoro - nella sentenza che ha annullato la sanzione  inflitta dall'Inps a Maria Teresa Arcuri, la funzionaria  "espressione di quei doveri di cura del pubblico interesse cui i lavoratori pubblici dovrebbero sempre conformarsi”. Purtroppo, questa funzionaria è stata, ancora una volta, costretta a presentare  dinanzi la Guardia di Finanza di Crotone  un nuovo esposto dopo la pubblicazione su diversi quotidiani  locali di notizie datate, messe in circolazione da "chissa chi", con obiettivi facilmente intuibili.
Lo ha fatto perché, sempre in omaggio a quell' articolo 54 , l' opinione pubblica e, sopratutto, la Magistratura, civile, penale e contabile, venga messa nelle condizioni di conoscere i veri fatti, senza omissioni o false verità.
Perche' gli articoli pubblicati, sicuramente non per colpa dei giornalisti, non rispecchiano quella che è oggi la " vera verità" della vicenda Inps / Alessandra Infante, una scandalosa vicenda italiana che ha una sola vittima, la funzionaria Maria Teresa Arcuri.
La funzionaria che già nel 2010 aveva visto palesi e gravi illegittimità nella carriera lavorativa di Alessandra Infante.
Una richiesta di chiarimenti  avanzata nei confronti dell' Inps con un costo altissimo: anni ed anni di soprusi ed atteggiamenti  mobbizzanti.
La "vera verita",  da ultimo, confermata dal Tribunale Civile di Catanzaro che ha rigettato  il ricorso cautelare proposto dalla Signora Alessandra Infante.
La vera verità: la mancanza di un " vero concorso pubblico" per accedere nei ruoli della Pubblica Amministrazione, per "leggerezza o distrazione", non era mai stata esaminata dai più alti vertici delle Amministrazioni nelle quali la Signora Infante ha prestato l' attività lavorativa sino allo scorso febbraio.
Soltanto le inchieste  giornalistiche del Fatto  Quotidiano e la trasmissione televisiva delle Iene, vere "condizioni di procedibilita'" oggi nelle inchieste sulla mala amministrazione, hanno appurato - ripetiamo ancora - la "vera verità": la Signora Alessandra Infante non ha mai superato un pubblico concorso per entrare  nella Pubblica Amministrazione.
Per chi non le avesse viste, invitiamo tutti, anche la Magistratura,  a  rivedere tutte le puntate delle Iene su questa scandalosa vicenda, facilmente reperibili sul sito Mediaset.
Scriviamo quanto sopra sia per rispetto a tutti i giornalisti, anche di testate locali, che sinora hanno seguito la vicenda ma anche per rispetto della verità  giornalistica e per rispetto dei Magistrati  che nel caldo mese di agosto, il prossimo 21 agosto,  troveranno tra le lo mani un rovente fascicolo che narra una tragica e vergognosa storia di mala burocrazia. Ma anche quel giorno, Maria Teresa Arcuri sarà lì, cane da guardia  a difesa della Legalità  nell'INPS, .Un segnale di grande attenzione verso la gestione della cosa pubblica che partirà dalla terra di Pitagora.

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Avv. Susanna  Simbari
Avv. Gian Paolo Stanizzi

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