Attende quasi 13 ore in Pronto Soccorso per un intervento d'urgenza, l'odissea di una paziente al Pugliese-Ciaccio

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  05 gennaio 2021 21:30

Sono le 21.45 del 4 gennaio quando giunge al Pronto Soccorso del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro una paziente che ha bisogno di un'operazione d'urgenza. La stessa paziente, già nei giorni scorsi, era giunta al Pronto Soccorso a seguito di un infortunio, durante cui le erano state prescritte delle visite specialistiche. Con l'esito delle visite di rito (una sublussazione al coccige) e con referto della tac, la donna è tornata per l'intervento di ortopedia che dev'essere effettuato tempestivamente onde evitare conseguenze indesiderate quali la calcificazione errata del coccige che potrebbe provocare una patologia a lungo termine.

Il primo tampone viene effettuato alle 22, risultando negativo. Oltre alla donna, in attesa nell'atrio del Pronto Soccorso, ci sono altre 6 persone con codici di diversa importanza. Dolorante, alla donna viene effettuato un secondo tampone alle 00.50, quando finalmente è giunto il suo turno per entrare in Pronto Soccorso, qui però, ha un'altra esperienza poco piacevole. L'infermiere che effettua il secondo tampone, infatti, risponde in maniera sgarbata quando la paziente fa notare che le ha fatto male e, per giunta, le intima di sbrigarsi perché, altrimenti, non l'avrebbe fatta ricoverare. Chiusa l'ennesima spiacevole parentesi di una notte che sembra non avere fine, l'esito del secondo tampone viene poi comunicato verbalmente da un operatore alle 3.43. Nel lasso di tempo la paziente su una sedia, sempre dolorante, tanto che uno degli infermieri, vedendola sofferente, la fa accomodare su una barella, ricordando che, in questi casi, la donna è completamente sola perché le norme generali anticovid non prevedono che anche un parente possa attendere con lei.

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Tuttavia, per lei, non è ancora giunto il momento di essere ricoverata tanto che, alle 6.30, la donna chiede spiegazioni sul perché ancora non sia stato fatto niente, tenendo presente che, a quell'ora, il Pronto Soccorso era vuoto, come testimoniato dalle foto che risalgono alle 7.35; manca l'esito del tampone, le viene risposto, a quel punto è spontanea la protesta, dal momento che l'esito del tampone era già stato comunicato qualche ora prima. Alle 7.50 la paziente riesce a comunicare con un medico che le spiega come questa attesa prolungata sia dovuta al fatto che in reparto non c'è posto.

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Sono le 8 del 5 gennaio, oggi, quando la donna viene sottoposta a elettrocardiogramma e prelievo del sangue in vista dell'intervento. Un quarto d'ora dopo viene fatta accomodare in un'altra sala, per attendere che si liberi un posto in reparto. In tutta questa attesa, però, nessuno ha provveduto a fare il clistere, come da protocollo in vista di un'operazione.

La paziente si accomoda in reparto alle 11, qui le viene detto che ormai è troppo tardi per fare il clistere perché si rischierebbero degli inconvenienti in vista dell'intervento programmato per le 14. A dispetto della brutta esperienza in Pronto Soccorso, la donna ha comunque riscontrato professionalità da parte del personale del reparto di Ortopedia che è stato gentile anche ad intervento terminato.

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