Autonomia differenziata, De Cicco (DPM): "L’immobilismo di Occhiuto svende i diritti dei calabresi"

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"La Giunta segua l’esempio delle altre Regioni del Sud e ricorra alla Corte Costituzionale"

  16 ottobre 2026 08:41

Un attacco diretto al principio costituzionale di solidarietà e all’unità della Repubblica, un regalo alle Regioni del Nord che rischia di devastare definitivamente la tenuta dei servizi pubblici essenziali e il diritto alla salute dei cittadini calabresi. È quanto denuncia Francesco De Cicco, consigliere regionale e capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto, e alla sua Giunta.
L’iniziativa nasce a seguito del via libera dato dal Consiglio dei Ministri agli schemi di intesa per il trasferimento di funzioni a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria in settori cruciali quali salute, protezione civile, professioni e previdenza complementare.

«Nonostante la netta sentenza della Corte Costituzionale (n. 192/2024), che ha chiaramente bocciato profili essenziali della Legge Calderoli ponendo vincoli stringenti sui LEP e sul divieto di trasferire intere materie, il Governo centrale accelera in modo forzato», dichiara De Cicco. «Consentire alle Regioni più ricche di svincolarsi, ad esempio, dal tariffario sanitario nazionale per le prestazioni, significa attrarre risorse, medici, infermieri e investimenti privati a scapito del Mezzogiorno. Un vero e proprio sistema competitivo che accentuerà tragicamente i divari territoriali».
Il capogruppo di Democratici Progressisti Meridionalisti sottolinea inoltre la grave assenza di risposte da parte del Governo regionale, ricordando come già il 20 febbraio 2026 fosse stata presentata un’interrogazione per sollecitare una presa di posizione e chiedere di riferire in Aula sugli impatti di queste intese, senza tuttavia ottenere alcun riscontro dal Presidente Occhiuto. Nel frattempo, altri governatori del Sud, come quelli di Puglia e Campania, stanno reagendo fermamente annunciando ricorsi alla Consulta per bloccare questo scippo ai danni delle regioni più fragili. Per De Cicco è del tutto inaccettabile che la Calabria resti immobile ad assistere passivamente alla sottrazione di risorse e diritti fondamentali.

Attraverso la nuova interrogazione, il capogruppo De Cicco chiede formalmente al Presidente Occhiuto e alla Giunta di chiarire quale sia la posizione ufficiale e definitiva della Regione di fronte all'accelerazione impressa dal Governo nazionale. Inoltre, sollecita l'immediata promozione di un ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale contro le intese e gli atti applicativi della Legge 86/2024 che violano la sentenza della Consulta, sulla scia di quanto già fatto da Puglia e Campania. Infine, De Cicco chiede quali azioni concrete e formali la Giunta intenda intraprendere in sede di Conferenza Stato-Regioni per tutelare il Fondo Sanitario Nazionale e bloccare ogni ulteriore trasferimento di funzioni e risorse, a salvaguardia dei diritti costituzionali di tutti i cittadini calabresi.