Bando Fabbrica, 27 milioni per i giovani. Modaffari: “Trasformiamo gli spazi in luoghi di crescita e formazione”

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  28 ottobre 2026 08:35

Un finanziamento nazionale da 27 milioni di euro per sostenere progetti dedicati ai giovani tra i 14 e i 35 anni, attraverso la creazione e il rafforzamento di spazi destinati allo sport, alla formazione, all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva. È questo l’obiettivo di “Fabbrica – Spazi Civici per la Gioventù”, l’avviso promosso nell’ambito delle politiche giovanili nazionali e attuato con il coinvolgimento di Sport e Salute. Le risorse disponibili consentono di finanziare progetti per importi compresi tra 150.000 e 250.000 euro, con candidature aperte dal 4 novembre al 18 dicembre 2026.

Abbiamo approfondito le caratteristiche dell’iniziativa con Salvatore Modaffari, Direttore Generale di Cantieri di Imprese, realtà impegnata nella formazione professionale,nell’orientamento al lavoro e nell’accompagnamento allo sviluppo di iniziative imprenditoriali.

Ing. Modaffari, perché ritiene importante segnalare questo nuovo avviso?

«Perché rappresenta un’opportunità concreta per investire sui giovani e, soprattutto, per rafforzare il ruolo delle organizzazioni che operano quotidianamente nei territori. Spesso parliamo della necessità di contrastare lo spopolamento, la disoccupazione giovanile e la mancanza di opportunità. Tuttavia, per affrontare questi problemi servono anche luoghi nei quali i giovani possano incontrarsi, acquisire competenze, praticare sport e sviluppare nuove idee. Questo avviso va proprio in questa direzione: mette a disposizione risorse importanti per realizzare progetti capaci di integrare attività sportive, formative e sociali consapevole del fatto che fare impresa è l’unica opportunità di sviluppo per il sistema Paese».

Parliamo di finanziamenti importanti. Quanto possono ottenere le organizzazioni?

«La dotazione complessiva è di 27 milioni di euro e ogni progetto può richiedere un finanziamento compreso tra 150.000 e 250.000 euro. Parliamo quindi di risorse significative, che consentono di programmare attività per un periodo compreso tra 18 e 24 mesi. È importante, però, chiarire un aspetto: non siamo di fronte a un semplice contributo per ristrutturare un immobile o acquistare attrezzature. Il programma punta soprattutto a finanziare attività continuative rivolte ai giovani. Lo spazio fisico rappresenta il luogo nel quale realizzare queste iniziative, ma il vero valore del progetto è costituito dai servizi e dalle opportunità che vengono messi a disposizione».

Quali attività possono essere realizzate concretamente?

«Le possibilità sono diverse e riguardano tre grandi ambiti: benessere e inclusione sociale, partecipazione giovanile e sviluppo delle competenze. Pensiamo, ad esempio, a uno spazio nel quale organizzare attività sportive gratuite, laboratori digitali, percorsi di orientamento al lavoro, iniziative culturali e incontri con professionisti e imprenditori. Oppure a progetti rivolti ai giovani che vivono situazioni di difficoltà, attraverso attività educative, sportive e di socializzazione. Un aspetto che considero particolarmente interessante riguarda la possibilità di collegare la formazione alle esigenze del mondo produttivo, ma soprattutto alla formazione per la cultura di impresa che poi genera ricadute sul sistema produttivo. In un territorio come la Calabria, creare occasioni di incontro tra giovani, imprese e organizzazioni può contribuire a sviluppare competenze e nuove prospettive professionali».

Chi può presentare domanda?

«Questo è uno degli aspetti ai quali prestare maggiore attenzione.L’avviso è rivolto, in qualità di soggetti proponenti, alle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche e agli enti del Terzo Settore, costituiti in forma di associazione o fondazione, iscritti al RUNTS. Non tutte le associazioni, quindi, possono presentare direttamente una candidatura. È necessario verificare attentamente i requisiti previsti dall’avviso, perché la semplice natura non profit di un’organizzazione non è sufficiente a garantirne l’ammissibilità».

Il bando attribuisce molta importanza ai partenariati. Per quale motivo?

«Perché l’obiettivo non è finanziare iniziative isolate, ma favorire la collaborazione tra organizzazioni che possiedono competenze differenti. Ogni proposta deve prevedere un partenariato composto da almeno tre soggetti, con la presenza della componente sportiva e di quella sociale. Questo significa che le associazioni sportive e gli enti del Terzo Settore sono chiamati a collaborare, mettendo insieme esperienze e professionalità. Un’associazione sportiva, ad esempio, potrebbe contribuire con le proprie strutture e competenze, mentre un’organizzazione sociale potrebbe occuparsi delle attività educative e inclusive. Altri soggetti, nei limiti previsti dall’avviso, potrebbero contribuire alla realizzazione delle iniziative. Credo che proprio questa capacità di costruire reti rappresenti uno degli elementi più interessanti del programma».

Quali opportunità vede per le associazioni calabresi?

«La Calabria possiede un patrimonio importante di associazioni sportive, organizzazioni sociali e realtà che operano nel volontariato e nella promozione territoriale. Molte di queste organizzazioni svolgono attività di grande valore, spesso con risorse economiche limitate. Un programma come Fabbrica – Spazi Civici per la Gioventù può consentire di rafforzare queste esperienze, migliorare la programmazione delle attività e costruire collaborazioni più strutturate. Penso soprattutto ai piccoli comuni, dove spesso mancano spazi dedicati ai giovani e dove le associazioni rappresentano uno dei principali punti di riferimento per la comunità. In questi contesti, uno spazio civico potrebbe diventare un luogo nel quale praticare sport, partecipare a laboratori, incontrare professionisti e sviluppare competenze.Naturalmente, sarà fondamentale costruire proposte realmente rispondenti alle esigenze dei territori».

Quali errori dovrebbero evitare le organizzazioni interessate?

«Il primo errore sarebbe partire dall’importo del finanziamento anziché dalle esigenze dei giovani. Quando si costruisce un progetto, bisogna innanzitutto chiedersi quali problemi vogliamo affrontare e quali risultati intendiamo raggiungere. Il secondo errore sarebbe considerare il partenariato come un semplice adempimento burocratico. Coinvolgere tre organizzazioni non significa automaticamente costruire una rete efficace. Ogni partner deve avere un ruolo chiaro e contribuire concretamente alla realizzazione delle attività. Infine, bisogna prestare molta attenzione alla sostenibilità economica e organizzativa. Un progetto da 250.000 euro richiede programmazione, capacità gestionale e un’attenta definizione delle responsabilità. Il finanziamento è uno strumento, non il risultato finale. Il vero obiettivo deve essere creare opportunità che producano benefici concreti per i giovani».

Cantieri di Imprese opera da anni nel settore della formazione e dell’accompagnamento all’imprenditorialità. Quanto è importante collegare queste attività alle politiche giovanili?

«È fondamentale. La formazione non deve essere considerata soltanto come un percorso finalizzato all’acquisizione di conoscenze teoriche. Deve diventare uno strumento attraverso il quale le persone possano sviluppare capacità, riconoscere le proprie potenzialità e costruire nuove opportunità. Lo stesso vale per lo sport, che insegna disciplina, impegno, collaborazione e capacità di affrontare le difficoltà. Sono valori che ritroviamo anche nel mondo del lavoro e dell’impresa. Per questo ritengo particolarmente interessante un programma che consenta di mettere insieme sport, formazione, inclusione sociale,partecipazione e progetti per l’avvio di impresa.».

Qual è il messaggio che vuole rivolgere alle organizzazioni interessate?

«Il mio invito è a non considerare questo avviso soltanto come un’occasione per ottenere risorse economiche. È soprattutto un’opportunità per confrontarsi, costruire collaborazioni e immaginare nuovi servizi per i giovani. Le associazioni sportive e gli enti del Terzo Settore dovrebbero iniziare fin da subito a dialogare, individuare gli spazi disponibili e confrontarsi sui bisogni delle proprie comunità. Le candidature potranno essere presentate dal 4 novembre al 18 dicembre 2026, quindi è importante utilizzare il tempo a disposizione per organizzarsi.Aigiovani non servono soltanto finanziamenti: servono luoghi, competenze, relazioni e opportunità. Se riusciremo a trasformare queste risorse in progetti capaci di rispondere a esigenze reali, avremo contribuito a creare qualcosa di importante per il futuro dei nostri territori».

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