"Basso profilo". Le 'ndrine su Vallefiorita e Squillace, tra Sunbeach resort e lavori per la fibra ottica

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DIA, Catanzaro
  22 gennaio 2021 11:38

di PAOLO CRISTOFARO

L'Operazione "Basso profilo", condotta dalla Dda di Catanzaro, guidata dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, ha fatto luce anche su nuove vicende legate al controllo delle cosche tra Vallefiorita e Squillace, in particolare gravitanti intorno al presunto capo cosca Luciano Babbino, nei confronti del quale, proprio nei giorni scorsi, è stato operato un sequestro giudiziario.  

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A parlare di alcuni rapporti, almeno secondo quanto emerge dalle carte degli inquirenti, è il collaboratore di giustizia Francesco Mammone, legato alla cosca di Vallefiorita. Mammone aveva messo in risalto la figura di Antonio Gallo, anch'egli tra i coinvolti nell'operazione "Basso profilo". Gallo, secondo il collaboratore di giustizia, era solito mettere in contatto i referenti dei clan di zona con i titolari delle imprese vincitrici di appalti per lavori, in modo da assicurare loro poi la tranquillità durante l'esecuzione dell'appalto, in particolare attraverso il versamento di una somma che andava dai 2000 ai 4000 euro. Viene menzionato anche un particolare episodio nel quale al cospetto di Babbino veniva portato da Gallo l'imprenditore dell'appalto per la fibra ottica a Vallefiorita e a Squillace

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Il tornaconto di Gallo sarebbe stato, secondo il collaboratore di giustizia, la sponsorizzazione da parte del boss Babbino per la sua ditta di giardinaggio nelle strutture della zona di sua competenza. Secondo quanto risulta agli inquirenti la moglie di Gallo, Rosa Talarico, risulta titolare della ditta "New Clean". Per il trasporto di "regali" agli esponenti delle cosche, Gallo si sarebbe avvalso di un collaboratore che era solito usare una Peugeot bianca. Secondo gli inquirenti la persona alla guida dell'auto era tale Vincenzo De Luca. Nei documenti degli inquirenti spicca anche la figura di Giuseppe Bruno, riconosciuto dallo stesso Grande Aracri come responsabile dell'area di Vallefiorita e Squillace.

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Antonio Gallo, secondo quanto riferito dai collaboratori di giustizia, si occupava anche di giardinaggio all'interno del villaggio Sun Beach di Squillace Lido, i cui servizi, secondo la Procura, erano in larga parte gestiti dal clan di 'Ndrangheta di Cutro di concerto con esponenti del catanzarese, in particolare l'imprenditore C.B. ed il ragioniere A.N.. Inoltre, la gestione dei servizi di pulizia, lavanderia e di altri servizi interni, attraverso le aziende "A&G S.r.l.", "Eurovacanze S.r.l.", "Global Service" di Iaquinta Domenico, sarebbe stata tutta riconducibile a Caloiro Pier Paolo, oltre ad altre aziende riconducibili ad Antonio Gallo, ma di fatto controllate e ascrivibili al patrimonio della cosca Trapasso, secondo quanto sostenuto dalla Procura negli atti.  Sempre dai documenti degli inquirenti emerge che Pier Paolo Caloiro specificava che dal "Sunbeach", per il tramite della "MyService", con cui avevano un contratto, aveva ricevuto un acconto di 100mila euro, utilizzati per pagare gli stipendi dei dipendenti. Altresì affermava che la "MyService" era gestita dal suo amico Antonio Gallo. Analoghe situazioni riguarderebbero anche il villaggio "Riviera del Sole" di Cropani. Secondo quanto affermato dallo stesso Gallo, nei rapporti con il Sunbeach di Squillace Lido emergono anche legami con la cosca Bruno di Vallefiorita.

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