Benessere psicologico, Vitambiente avvia percorsi informativi e formativi con Giuditta Lombardo

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Benessere psicologico, Vitambiente avvia percorsi informativi e formativi con Giuditta Lombardo
Giuditta Lombardo
  11 gennaio 2021 09:35

Vitambiente e il suo presidente avv. Pietro Marino hanno avviato già da tempo un percorso con la dott.ssa Giuditta Lombardo presidente del “Comitato benessere psicologico, qualità e tutela della vita”. La dott.ssa Lombardo Psicologa e Psicoterapeuta con il Comitato in raccordo con Vitambiente per l’anno 2021, realizzeranno dei percorsi informativi e formativi sull’importanza del benessere psicologico.

Il percorso formativo informativo si incentrerà sulla dimensione soggettiva della qualità della vita, e cioè la soddisfazione nelle varie aree della vita e il benessere soggettivo generale, interessano il vivere felice di un individuo sano e il campo della psicologia positiva. Possiamo chiederci, pertanto, se il benessere psicologico, ossia la felicità individuale, può essere migliorato, può essere appreso, anche in un soggetto normale.

Banner

Con tale programma si illustreranno anche alcune ricerche da loro condotte con metodi comportamentali e cognitivi allo scopo di misurare e valutare il livello di felicità; i risultati ottenuti sono di significativo interesse e confermano, in linea coi dati già emersi in letteratura, come sia possibile migliorare negli individui il livello di felicità percepito.

La dottoressa Lombardo psicologa e psicoterapeuta continuerà il suo impegno verso la promozione della cultura sulla salute mentale come aumento della qualità della vita.

Banner

La Dott.ssa Giuditta Lombardo inoltre avvierà delle azioni formative, tramite la prevenzione e la promozione del benessere psicosociale, attraverso servizi di volontariato, formazione e confronti, volti valorizzare al tempo stesso le specificità in termini di competenze e ambiti psicosociali e ambientali. Vi è da aggiungere che tale attività condotta dalla Dott.ssa Lombardo prenderà in esame gli effetti della quarantena e delle situazioni di look down parziale o a colori che hanno sulla psiche umana analizzando le criticità riscontrate dalla psiche attraverso, un maggiore impatto sul distress psicologico, oltre ai fattori personali già citati, sono: prima di tutto, la durata della quarantena, che, quindi, deve essere protratta solo per il tempo effettivamente necessario e non deve essere prolungata oltre; la paura di essere infettati ha un ruolo considerevole nel generare stress soggettivo; la frustrazione e la noia, legati alla riduzione o alla sospensione delle attività giornaliere in cui ciascuno era impegnato; il timore di non avere abbastanza provviste o possibilità di approvvigionamento; infine, la confusione legata alle informazioni inadeguate ricevute. Riguardo a quest’ultimo punto, sembra utile dare alla popolazione sottoposta a quarantena delle linee guida chiare sulle azioni da mettere in atto, la natura del virus e la possibile durata della quarantena, evitando il più possibile messaggi ambivalenti o passibili di interpretazione.


Fattori predittivi di un peggiore impatto negativo della quarantena risultano la giovane età (16-24 anni), la minore scolarizzazione, il sesso femminile e l'avere un solo figlio (avere tre o più figli è risultato fattore protettivo). In tal senso non tutti gli studi sono, però, concordi. Altri fattori di rischio sono il possedere una storia personale di sintomi psichiatrici o essere impiegato nel settore delle professioni sanitarie. In particolare, i sanitari sarebbero maggiormente esposti al rischio di sviluppare sintomi post traumatici, rabbia, fastidio, paura, frustrazione, senso di colpa, impotenza, isolamento, solitudine, nervosismo, tristezza, preoccupazione oltre ad essere maggiore oggetto di stigmatizzazione in caso essi stessi siano stati sottoposti a misure di isolamento. La stigmatizzazione è risultato uno dei fattori di rischio maggiori sia durante la quarantena e che nel post quarantena: diversi lavoro scientifici mostrano, infatti, che i sanitari sottoposti a periodo di quarantena erano frequentemente oggetto di stigma o rifiuto sociale, ad esempio erano evitati attivamente, perdevano possibilità di coinvolgimento in iniziative sociali, erano trattati con paura e sospetto o con commenti critici.

Questo interessante percorso tecnicamente condotto dalla Dott.ssa Lombardo si colloca nel sistema di valorizzazione dei attività dei due Enti a servizio della collettività.

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner