Bollette idriche, Di Lieto replica a Palaia: "Prima si verifica, poi si chiede il pagamento"

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  04 agosto 2026 16:46

di FRANCESCO DI LIETO

Prendo atto delle parole della consigliera Palaia. Oggi il Comune riconosce che alcune richieste possono contenere errori. Bene. Lo scriviamo dal 10 giugno: meglio tardi che mai.

All’assessore Lacava va riconosciuto il tentativo di rassicurare i cittadini e di richiamare il lavoro degli uffici. Ma la rassicurazione, da sola, non basta. La disponibilità a verificare le singole posizioni è un fatto positivo; il problema è che, fino alla verifica, la pretesa resta formalmente in piedi. E allora la conseguenza non può essere: venite agli sportelli, portate la foto del contatore e aspettate pazientemente una risposta.

Perché, nel frattempo, quella fattura resta da pagare. Restano le scadenze. Resta la paura di diventare morosi.
E non tutti hanno una PEC, un avvocato, il tempo, la lucidità o la forza di contestare. Ci sono anziani, persone sole, famiglie in difficoltà, piccoli commercianti che, davanti a una richiesta del Comune, anche se sbagliata, finiscono per pagare. Non perché sia giusta. Ma perché hanno paura. Una lettura stimata non è una verità. È un dato presunto. E quando su quel dato si costruiscono metri cubi, superi, fognatura, depurazione, iva... l’errore smette di essere tecnico e diventa sociale. No consigliera, nessuno alimenta allarmi. L’allarme nasce quando una fattura fondata su stime resta valida fino a quando il cittadino non riesce a dimostrare che è sbagliata.

Ed è qui il paradosso. Non è il Comune a dover dimostrare la correttezza della propria pretesa ma si scarica sul cittadino l’onere di dimostrare l’errore. No, questo non va bene. Non può e non deve andar bene. La rateizzazione può essere una risposta a una fattura corretta ma pesante. Non può diventare il rimedio a una fattura sbagliata. Prima si verifica. Poi, eventualmente, si chiede il pagamento. Non il contrario.

Se oggi il Comune, finalmente, riconosce che gli errori possono esserci (e ci sono) allora deve sospendere subito tutte le posizioni contestate, annullare le fatture smentite dai contatori e bloccare ogni morosità fino a una reale verifica. Una fattura corretta si paga, una sbagliata si annulla. Perché i cittadini non sono sudditi e un errore dell’Ente non può diventare debito sociale.