
Non si placa la tensione politica nel Comune di Borgia. Con una mossa senza precedenti, i consiglieri di minoranza Giovanni Maiuolo, Marta Cristofaro e Francesca Fodaro hanno annunciato la propria autosospensione dall’attività consiliare. Un atto di protesta formale, messo nero su bianco in una lettera durissima indirizzata a Sua Eccellenza il Prefetto di Catanzaro.
Una protesta contro il "metodo" dell'Amministrazione
Al centro dello scontro non ci sono solo divergenze politiche, ma il funzionamento stesso dell’organo democratico. I consiglieri denunciano l'impossibilità materiale di svolgere il proprio mandato a causa delle modalità di convocazione dei Consigli Comunali.
"Siamo lavoratori autonomi o soggetti non coperti da giustificativi classici," spiegano i firmatari, "e la scelta sistematica di convocare sedute straordinarie, spesso di mattina, ci impedisce di essere presenti e di rappresentare i cittadini che ci hanno votato."
La lettera inviata alla Prefettura non si limita alla questione degli orari, ma solleva dubbi sulla legittimità procedurale degli ultimi atti:
* Mancata convocazione dei capigruppo: Un passaggio fondamentale per il confronto democratico che, secondo l'opposizione, verrebbe sistematicamente saltato.
* Commissioni Consiliari "congelate": La minoranza lamenta che, nonostante i nuovi assetti tra maggioranza e opposizione, le commissioni non siano state aggiornate, negando così il giusto riconoscimento e la partecipazione a tutti i gruppi.
È la seconda volta consecutiva che i tre consiglieri attuano quello che definiscono uno "sciopero dal Consiglio". Una situazione di stallo che ha spinto Maiuolo, Cristofaro e Fodaro a chiedere un intervento urgente dell'autorità prefettizia per garantire il corretto svolgimento delle funzioni consiliari.
"Finché non ci saranno determinazioni atte a garantire il reale funzionamento dell'organo," conclude la nota, "la nostra attività resterà sospesa." Si attende ora la replica dell'Amministrazione Comunale e, soprattutto, l'eventuale mossa del Prefetto di Catanzaro, chiamato a fare da arbitro in un clima politico sempre più rovente.
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