
"Il presidente Occhiuto, sui sottosegretari da 14 mila euro al mese e senza funzioni, è stato fermato anche dal Tar. Gli "sfigati", ancora una volta, avevano ragione".
È quanto afferma il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, commentando il rigetto dell'istanza cautelare presentata dalla Regione Calabria sulla vicenda del referendum relativo alla modifica dello Statuto che introduce i sottosegretari regionali.
"Occhiuto ci ha liquidati con sufficienza, arrivando persino a definirci "gli sfigati". I fatti, però, dicono altro – afferma Bruno -. Il Tar ha respinto la richiesta della Regione di bloccare in via d'urgenza il procedimento referendario, confermando che le nostre ragioni meritano di essere pienamente esaminate. È l'ennesima dimostrazione che avevamo visto giusto e che la nostra non era una battaglia ideologica, ma una battaglia di legalità e di rispetto delle istituzioni".
"Il prossimo 2 settembre ci costituiremo in giudizio per difendere lo Statuto della Calabria e il diritto dei cittadini a esprimersi attraverso il referendum quando vengono modificate le regole fondamentali della nostra Regione. Continueremo a farlo con determinazione, senza arretrare di un passo"
"Mentre i calabresi fanno i conti ogni giorno con una sanità in affanno, con il dissesto idrogeologico, con la mancanza di lavoro, con l'emigrazione dei giovani e con servizi sempre più in difficoltà, il presidente Occhiuto continua a difendere una riforma che introduce figure di sottosegretari con un costo di circa 14 mila euro al mese ciascuno. Noi riteniamo che le priorità della Calabria siano ben altre e che le risorse e l'impegno della Regione dovrebbero essere rivolti ai problemi reali dei cittadini".
"La nostra battaglia non è contro qualcuno, ma a favore della Calabria. Continueremo a difendere gli interessi dei calabresi, il rispetto dello Statuto e il diritto dei cittadini a decidere sulle scelte che incidono sull'assetto istituzionale della Regione. Le sentenze non si commentano, si rispettano", conclude Bruno.
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