
di FRANCO CACCIA*
Sono passati esattamentesessant’anni da quando Adriano Celentano, con il famoso brano de il ragazzo della via Gluck, faceva cantare e allo stesso tempo riflettere l’Italia sul delicato tema della cementificazione selvaggia, raccontando la trasformazione di luoghi verdi e vissuti dai cittadini in spazi progressivamente sacrificati al cemento. Passano gli anni, cambiano gli interlocutori, politici ed imprenditoriali, ma rimane sempre lo stesso rischio: considerare il suolo, il paesaggio e gli spazi collettivi come semplici superfici disponibili, dimenticandone la storia, la funzione sociale e il valore per la comunità. Il tema è diventato di stringente attualità nel nostro territorio a seguito della recente decisione, adottata dal consiglio comunale di Catanzaro, di approvare la richiesta di una società privata, collegata al presidente del Catanzaro calcio Floriano Noto, di demolizione del campo sportivo di Giovino, per consentire l’edificazione di residenze per anziani facoltosi e per studenti universitari. L’area interessata dai lavori ospita il campo da calcio e i relativi spalti, realizzati negli anni Novanta grazie alla visione lungimirante dell'amministrazione provinciale di Michele Traversa. Una scelta pioneristica che avrebbe meritato ben altra attenzione e sostegno, soprattutto da quanti hanno con lui condiviso ideali e opportunità. Fu proprio allora che l'area di Giovino venne trasformata in un centro d'eccellenza per lo sport e l'aggregazione, dotandola di strutture pubbliche di prim'ordine: campo di calcio con spalti e spogliatoi, palestra, piscina coperta, ampie zone di verde pubblico e grandi parcheggi a servizio della comunità. Di recente, le carenze di bilancio hanno spinto la Provincia di Catanzaro, guidata dal presidente Amedeo Mormile, a mettere in vendita il campo di calcio di Giovino. L’operazione di acquisto, ufficializzata il 4 ottobre 2023 per un importo di 1 milione e 10 mila euro, ha visto coinvolta una società legata alla presidenza del club. Dagli ultimi atti approvati dal Comune di Catanzaro, è emerso infatti che ad intestarsi la proprietà del campo è stata la società Co.Me.T. S.r.l., azienda riconducibile al Gruppo Noto, attiva principalmente nel settore immobiliare e delle costruzioni, oggi ditta titolare della richiesta indirizzata al comune per la realizzazione delle citate residenze. Diversi punti di questa vicenda richiederebbero maggiore chiarezza, ad iniziare dagli atti di compravendita. Fra questi sarebbe da approfondire l’esistenza di eventuali vincoli di destinazione d’uso, anche a medio-lungo termine, a garanzia della funzione sociale dell'impianto ed a tutela dell'interesse pubblico, prassi questa consolidata nel caso di alienazione di beni pubblici.
EQUILIBIO DI INTERESSI E DIRITTI
Prescindendo dagli aspetti giuridici e procedurali, che sono alla base delle motivazioni del voto contrario di una minoranza di consiglieri comunali, la richiesta avanzata dalla società immobiliare, collegata alla famiglia Noto,suscita al contempo interesse e preoccupazione in quanto è in gioco il futuro di un luogo che rappresenta un bene di comunità. Di contro nessuno può essere contrario, per principio, agli investimenti privati, specie quando questi consentono la creazione di posti di lavoro. I modelli socio-economici più avanzati dimostrano che la vera ricchezza di un territorio si realizza attraverso la rigenerazione dell’esistente. Valorizzare la storia e l'identità locale attira turismo di qualità, investimenti sostenibili e migliora la qualità della vita dei residenti, creando un valore economico molto più duraturo
rispetto alla speculazione edilizia a breve termine. A proposito di identità e di radici, l'impianto di Giovino costituisce da anni un fondamentale punto di aggregazionequotidiana per la tifoseria giallorossa. Un vero presidio di socialità e di scambio intergenerazionale il cui valore supera i confini dello sport. Nonostante sia unanimemente riconosciuto il forte valore identitario ricoperto dal campo di Giovino per l’intero territorio della provincia di Catanzaro, appare poco comprensibile la scelta dei partiti politici locali di tenere tutto in silenzio. Nessuno dei rappresentanti politici, comunali, provinciali e regionali, ha sentito il bisogno di promuovere momenti di confronto pubblico con i propri elettori su un tema così sentito, né si sono avute notizie di iniziative promosse da rappresentanti istituzionali che proprio nel quartiere marinaro hanno conseguito forti consensi elettorali. È compito della politica adottare decisioni capaci di bilanciare i legittimi interessi dei privati con i diritti fondamentali dei cittadini. Tra questi spicca il benessere sociale e la qualità della vita, un ambito in cui Catanzaro si posiziona purtroppo agli ultimi posti delle graduatorie nazionali, risentendo in modo particolare della carenza di spazi dedicati allo sport e alle attività ricreative. La politica ha pertanto il compito di programmare, non semplicemente quello di autorizzare. E l'imprenditoria migliore dovrebbe essere la prima alleata di una visione capace di tenere insieme crescita economica, tutela ambientale e responsabilità civica. Occorre pertanto agire per condividere una visione strategica di sviluppo capace di salvaguardare l’identità dei diversi quartieri e le relative destinazioni urbanistiche. Una città è davvero efficiente e vivibile solo quando sa offrire spazi idonei a rispondere alle molteplici dimensioni della vita della popolazione di riferimento: casa, studio, salute, lavoro, sport, tempo libero e divertimento. Caratterizzato da una spiccata vocazione turistico-ambientale, il quartiere di Giovino trova nell'area sportiva attrezzata e nel suo storico campo da gioco un presidio pubblico essenziale, che merita di essere tutelato e integrato nello sviluppo futuro della città.
UN PROGETTO DA REALIZZARE
La proposta avanzata dalla società, riconducibile al presidente Noto, presenta diversi elementi di sicuro interesse e prefigura concrete ricadute positive per il rilancio dell’occupazione locale. Un progetto a cui è fondamentale prestare la necessaria attenzione perché lo stesso venga realizzato attraverso investimenti con cui aumentare le opportunità ed aggiungere valore alla città senza sottrarle identità. Le capacità imprenditoriali della famiglia Noto, consolidate ed ampiamente riconosciute soprattutto nel settore della grande distribuzione, negli ultimi anni si sono estese con successo anche allo sport. Da circa dieci anni, prendendo le redini del Catanzaro Calcio, il gruppo si è distinto non solo per i risultati ottenuti sul campo, ma anche per la capacità di valorizzare i giovani talenti. Questo progetto ha riacceso l'entusiasmo della tifoseria, stringendo ancora di più il legame profondo tra la famiglia Noto, la città e l'intera provincia. Il “modello Catanzaro” è oggetto di uno specifico approfondimento nel mio volume di prossima pubblicazione, dedicato alle innovazioni organizzative nel settore pubblico e privato, con l'intento di promuovere e testimoniare l’efficacia delle scelte operate dalla famigliaNoto in questo specifico settore. Forti di questi esempi positivi di un'idea moderna di imprenditoria, è certamente possibile individuare la strada migliore per implementare il progetto della società Co.Me.T. L’invito è quindi rivolto al presidente Noto di volare alto, proprio come le aquile che rappresentano il logo della città e della squadra del Catanzaro, per avere una visione più ampia e lungimirante. Esempi di imprenditori italiani illuminati, come Olivetti, Ferrero e Cucinelli, mostrano come il profitto aziendale e la sensibilità sociale non siano tra loro in contrasto, ma possano diventare il motore trainante di un forte sviluppo per il territorio. La storia insegna che il progresso autentico non si misura soltanto da ciò che una generazione riesce a costruire, ma anche da ciò che ha avuto l'intelligenza e la responsabilità di lasciare intatto a quella successiva.
*sociologo e già assessore al Comune di Squillace
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797