
di FRANCO CACCIA
Alle ore 15,00 di giovedì è partita la vendita dei biglietti per la finale play-off Catanzaro-Monza
in programma domenica 24 maggio. Il circuito ticket-one è andato subito in tilt. In tantissimi
hanno provato, anche ben prima dell’orario previsto, ad accedere alla piattaforma dedicata alla
vendita dei biglietti, ma senza raggiungere il risultato. Non è andata meglio a quanti si sono messi
in fila presso le ricevitorie autorizzate. Quanto successo genera più di qualche dubbio sulla
trasparenza delle procedure di vendita. Un dato è comunque certo: una vasta comunità, ben oltre
i confini della provincia di Catanzaro, è pronta ad esplodere di gioia per una storica promozione in
serie A. Specie dopo le forti emozioni vissute nel doppio incontro contro il Palermo, la squadra del
presidente Noto e di mister Aquilani viaggia sulle ali dell’entusiasmo. Il divieto imposto ai tifosi
giallorossi ha impedito di recarsi alla Favorita, ma dopo aver seguito l’incontro di fronte allo
schermo al fischio finale la gioia è diventata popolare. Nella città capoluogo ed in tanti comuni
della provincia, sono partiti, spontaneamente, i caroselli di macchine vestite giallorosse. Bello
vedere un entusiasmo contagioso di una comunità che comincia ad assaporare il gusto di un sogno
divenuto possibile.
Significativo che in questi improvvisati cortei di gioia itinerante vi sia una
massiccia presenza di giovanissimi, che ora, finalmente, dopo aver ascoltato per decenni i racconti
dei padri e dei nonni del mitico Catanzaro in serie A, pregustano un presente da protagonisti.
Come dice il mister Aquilani, l’impresa non è stata ancora compiuta. Ci attende una finale contro il
quotato Monza in un doppio confronto in cui il Catanzaro giocherà sempre in casa. Se i biglietti
per l’incontro di domenica sono letteralmente spariti dai circuiti di vendita per un Ceravolo
riempito in ogni ordine di posto, ad attendere i giallorossi nella città lombarda ci saranno diverse
migliaia di calabresi che da anni vivono a Monza e dintorni, da sempre attaccati ai colori giallorossi
come vessillo di un’orgogliosa identità. Il conto alla rovescia è partito. Se in tanti resteranno senza
biglietto, crescono i dubbi sui limiti di uno stadio oggettivamente inadeguato ma che, con
opinabile testardaggine, le istituzioni locali hanno difeso destinando ingenti risorse pubbliche per
adeguamenti che non cambieranno la sostanza.
Tornando al calcio giocato, rimangono impresse le tante immagini dell’ultima battaglia dei nostri eroi
alla Favorita di Palermo. Tra queste l’abbraccio di mister Aquilani con un capitan Iemmello, catanzarese di nascita e simbolo di questa squadra, in lacrime. In un calcio che da anni ha perso i valori
autentici Le lacrime del capitano Iemmello non sonosolo lo sfogo di gioia per un traguardo raggiunto; è il
riscatto di un bambino che sognava quegli spalti, è l'abbraccio ideale a una città ed una provincia intera
che in lui si riconosce e si rispecchia. È ladimostrazione vivente che, a volte, i sogni più belli sono quelli che si realizzano a casa propria.
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