Il neo procuratore di Cosenza definisce irripetibili gli anni trascorsi con Nicola Gratteri
02 aprile 2025 18:44di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA
“Lascio rapporti umani e professionali straordinari”.
Ad affermarlo è Vincenzo Capomolla, nuovo procuratore della Repubblica di Cosenza, nel giorno dei saluti commossi scambiati nell’atrio della sede della Repubblica di Catanzaro, dopo oltre 16 anni di lavoro, presso la Procura di Catanzaro dove ha ricoperto anche il ruolo di procuratore facenti finzioni dopo l’addio di Nicola Gratteri.
“Giornata emozionante, lascio l’ufficio giudiziario dove sono stato per più di 16 anni e mezzo. Lascio rapporti umani e professionali bellissimi con i colleghi, col personale amministrativo dell’ufficio e con la polizia giudiziaria. Si era creato un legame che ci faceva andare oltre l’impegno dell’attività professionale e il momento di sacrifico per rendere al meglio la nostra funzione”.
Gli anni di Gratteri “Anni entusiasmanti con Nicola Gratteri che hanno consentito agli uffici della Procura di darsi un’organizzazione efficace ed efficiente con risultati che non sta a me dire se sono positivi, ma sicuramente impattanti e frequenti. Per cui la stagione è stata professionalmente irripetibile”.
Procura di Cosenza “L’ufficio di Cosenza è in una città importante e ci sarà il massimo impegno. Troverò colleghi che hanno lavorato e stanno lavorando con assiduità. Continueremo a lavorare dando alla città istanze di giustizia in termini di impegno ed efficienza nell’azione di contrasto all’illegalità”.
Lotta alla ‘ndrangheta “Le indagini in materia di criminalità organizzata hanno riguardato articolazioni di ndrangheta sul territorio come quelle basilari delle ‘ndrine e anche le organizzazioni più complesse come i locali che operano sul territorio con proiezioni nazionali e internazionali in termini di interessi patrimoniali e accumulazione della ricchezza. Una ‘ndrangheta che si è resa capace di organizzarsi sotto il profilo miliare, ma è stata capace di intessere rapporti e relazioni con il mondo professionale, imprenditoriale e istituzionale attraverso quel meccanismo pervasivo di contaminazione, caratteristica tipica di questa organizzazione criminale”.
Eredità morale “Ringrazio i miei colleghi di Catanzaro, grazie a loro impegno è stato possibile conseguire risultati di contrasto alla criminalità. Sono colleghi capaci che conoscono bene il territorio che sanno continuare la loro attività. I colleghi di Cosenza per me sono il futuro e cercherò di valorizzare esperienze positive per raggiungere affermazioni della legalità. Dopo questi 16 anni mi auguro che questo ufficio continui a lavorare così come si è lavorato in questi anni: la direzione mi pare sia quella. Il territorio di Catanzaro e il suo distretto mi auguro abbiano i benefici migliori dall’azione di contrasto e continueremo ad avere rapporti di collaborazione”.
Organici “Nelle varie Procure si presentano profili di criticità in tutti gli uffici del distretto di Catanzaro. Anche dal capoluogo regionale sono andati via diversi colleghi così come da Castrovillari e Vibo. L’auspicio è che il ministero possa coprire i posti con i colleghi giovani per consentire agli uffici giudiziari e giudicanti di continuare a lavorare per bene”.
Puntuali i saluti del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, del Presidente Corte d'Appello Concettina Epifanio, dei Pm Corrado Cubellotti e Veronica Calcagno, del Prefetto Castrese De Rosa e del Procuratore generale Giuseppe Lucantonio.
Saluti anche dall’Ordine degli avvocati di Catanzaro e dalla Camera penale, dai rappresentanti degli uffici giudiziari e della polizia giudiziaria.
Salvatore Curcio, Procuratore delle Repubblica di Catanzaro: “Salutare per me Vincenzo oggi è difficile. Voglio evidenziare prima che le doti professionali, capacità tecniche e l’essere stato un punto di riferimento certo per tutti i colleghi dell’ufficio, un amico a cui confidare la propria vita, le sue doti umane. L’avere concepito la professione i termini di umanità e avere sempre approcciato al fascicolo non come un numero, ma nella consapevolezza che dietro quel fascicolo ci sono delle vite”.
Concettina Epifanio, Presidente Corte d'Appello di Catanzaro: “Sono qui non tanto come presidente della Corte D’Appello, ma come Concettina Epifano. Ci siamo conosciuti in tempi recenti ma è stato il tempo sufficiente perché io capissi chi era il mio interlocutore. Mio marito un tuo grande estimatore e quindi io ti ringrazio. Ti auguro tutto il bene possibile”.
Giuseppe Lucantonio, Procuratore generale della Repubblica di Catanzaro: “Dico a tutte le ragazze che stano piangendo che non dovete essere egoiste. È vero che Vincenzo va via ma è stato tutto il tempo che poteva stare qui. Ci sono tanti colleghi che hanno bisogno di lui e Cosenza ne ha tanto bisogno. Ti ho sempre apprezzato perché sei una persona per bene come la maggior parte dei calabresi, hai studiato in Calabria evitando trasferte estere. Lo hai fatto con competenza e professionalità elevate e umanità. Hai sempre accettato critiche, suggerimenti e idee degli altri e con l’umiltà delle persone intelligenti hai saputo rivedere anche le tue opinioni. Ho trovato, oltre che un collega con la c maiuscola, una persona con cui fare una chiacchiera e questo è stato apprezzato e lo hai sentito. Ti ringrazio a nome di tutti gli uffici giudiziari e come procuratore avresti potuto fare altre scelte e invece hai scelto di restare qui per dare il tuo contributo. Grazie davvero c’è bisogno di persone come te”.
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